Search blog.co.uk

Posts archive for: April, 2006
  • NEVER AGAIN

    060412italieniFALLUJA

    NEVER AGAIN...MAI PIU'

    27 aprile 2006,
    oggi il mondo non si è fermato,
    tutto ha continuato a scorrere regolare,
    la gente ha litigato, ha letto e ascoltato con indifferenza alcune notizie da giornali e telegiornali perdendo la propria curiosità in pochi minuti.

    27 aprile 2006 tre uomini sono morti,
    altri 3 carabinieri Italiani a Nassirya, non sono i primi, spero siano gli ultimi, ma, questi uomini sono morti, e non è mai bello, è sempre più triste per noi, immaginiamoci per le loro famiglie.

    Non sono mai entrato in argomenti di politica, non mi interessa, non scriverò se il nostro impegno laggiù sia giusto o sbagliato, questi commenti non servono a nulla, quello che vorrei fare pubblicando questo post, è solo .....far riflettere....

    Ieri, facendo zapping in tv, ho visto una marea di gente che urlava, saltava festosa, abbracciavano qualcuno come se tutti, avessero visto l' Eroe che sognavano da bambini,
    c'era un tripudio, una gioia incredibile.....ma per chi? Che cos'era?
    Non è ho la più pallida idea...era solo un perfetto sconosciuto che viveva nella casa del grande fratello, veniva celebrato perchè, aeveva vinto non so cosa, e perchè usciva da un posto in cui ha fatto di tutto per entrare.

    Forse siamo diventati un pò tutti matti,
    celebriamo cose che non hanno senso e ne facciamo passare inosservate delle altre che meriterebbero di essere urlate e sbattute in faccia a chi non le conosce.

    E' la prima volta che scrivo un mio parere personale sul blog, non mi piace scrivere opinioni, preferisco raccontare i fatti, ma, visto che questo spazio è mio, per una volta non me ne frega nulla, voglio dire che non ne ho abbastanza di vedere persone che perdono il controllo esplodendo di felicità, per gente, il cui unico merito è stato quello di aver avuto la capacità di stare seduti su un divano per 2 mesi, e quelle stesse persone così facilmente entusiasmabili, guardano con iindifferenza morte, esplosioni, stragi, e nessuno si accorge che terrorismo e potenti del mondo, hanno camminato a braccetto fino a quando uno dei due ha perso il controllo, ma nessuno di loro ha paura, gli uinici che corrono pericolo...siamo sempre, e solo noi.

    Forse, notando queste cose, il più matto sono io.

    Capitano Nicola Ciardelli, reggimento artiglieria paracadutista di Livorno.

    Maresciallo capo dei Carabinieri Franco Lattanzio, comando provinciale di Chieti.

    Maresciallo capo dei Carabinieri Carlo De Trizio, effettivo nel nucleo radiomobile di Roma.

    Hancu Bogdan, corpo di polizia Romena in servizio in Iraq.

    Morti in servizio in seguito ad un esplosione causata da una bomba artigianale, nascosta sul ciglio della strada che stavano attraversando.

    Quando ero in Sierra Leone, vicino ad uno dei campi dei rifugiati, c' era un muro; un muro semidistrutto, lasciato così per ricordare i giorni della guerra, su quel muro qualcuno aveva scritto qualcosa, con la vernice spray:

    NEVER AGAIN.......mai più.

    Angelo Calianno

    In english------------------------------------------

    NEVER AGAIN

    April 27 th 2006,
    today the world is not stopped,
    all has kept on flowing regulary.
    people have quarreled, they have read and listened with indifference some news from newspapers and newscasts losing their own curiosity in few minutes.

    27 April 2006 three men are dead,
    other 3 Italian soldiers in Nassirya, are not the first ones, I hope they will be the last, but, these men are dead, and it is always sad, if it is sad for us, let's imagine what could it be for their families.

    I have never spoke about politics, it doesn't interest me, I won't write if our commitment down there is right or wrong, we don't need more words. What I would like to do is publishing this post, just..... to make you thinking about it..

    Yesterday, making zapping in tv, I have seen a huge crowd of people that howled and jumped festive, they were hugging someone, as if everybody, had seen the Hero that they dreamt since were children,
    There it was, an unbelievable joy..... but to who? What was it?
    I haven't got any idea...It was just a perfect stranger who went out from the BIG BROTHER'S house, he was celebrated because, He went out from a place where he dreamt to go in.

    Maybe, we're just a bit crazy, all of us.
    We celebrate things that don't have sense and we don't make any attention about others think that would deserve to be howled and beaten to the face of who doesn't know it.

    It is the first time that I write a personal opinion on my blog, I don't like that, I prefer to tell the facts, but, considering that this space is mine, for once I just don't care . I want to say that I 'm sick and tired to see people loosing control, exploding of happiness, to people, that have had the ability to stay sitting on a couch for 2 months. Those same people that can look the death, explosions, slaughters, with indifference, and nobody realizes that terrorism and the powerful persons of the world, have walked togheter up to when one of them have lost the control, but none of them is afraid, the uinicis that are in danger...as usual are only us.

    Perhaps, noticing these things, the craziest one is me.

    Captain Nicola Ciardelli, regiment artillery parachutist of Livorno.

    Head marshal of Caribenieri police,Franco Lattanzio, provincial command of Chieti.

    Head marshal of Carabinieri police Carlo De Trizio, mobile nucleus in Rome.

    Hancu Bogdan, police of Romania, in service in Iraq.

    Died subsequently in service after an explosion caused by a handicraft bomb, hidden on the eyelash of the road that .they were crossing.

    When I was in Sierra Leone, near to one of the refugees camp, it was a wall; a crumbled wall , left so to remember the days of the war, on that wall someone had written something, with the varnish spray:

    NEVER AGAIN.

    Angelo Calianno

  • MASTERS OF THE WAR- I SIGNORI DELLA GUERRA

    _40221141_rebels_203

    Come you masters of war, you that build all the guns
    Venite, signori della guerra, voi che costriuite tutte le armi

    You that build the death place, you that build all the guns
    Voi che costruite i posti di morte, voi che costruite tutte le armi.

    You that hide behind walls, you that hide behind desks
    Voi che vi nascondente dietro i muri, voi che vi nascondente dietro le scrivanie.

    I just want you to know, I can see through your masks
    Voglio solo farvi sapere, che vedo attraverso le vostre maschere.
    COLOMBIA

    You that never done nothing, but to build and destroy
    Voi che non avete fatto niente, ma per costruiggere e distruggere

    You play with my world, like it's your little toy
    Giocate con il mio mondo come se fosse il vostro piccolo giocattolo.

    You put a gun in my hand, then you hide from my eyes
    Mi mettete una pisola in mano e vi nascondente dietro i miei occhi.

    And you turn and run farther as the fast bullets fly
    E scappate via quando le pallottole cominciano a fischiare.

    Like judas of old, you lie and deceive
    Come Giuda tanto tempo fa, mentite e ingannate

    A world war can be won, and you want me to believe
    La guerra mondiale può essere vinta, e volete che io ci creda

    But I see through your eyes, and I see through your brain
    Ma io posso vedere attraverso i vostri occhi, e posso vedere attraverso il vostro cervello

    Like I see through the water that runs down my drain
    Come posso vedere attraverso l'acqua che scorre nel mio cesso.

    You that fasten all the triggers, for the others to fire
    Voi che armate tutti girlletti e lasciate che siano gli altri a sparare.

    Then you sit back and watch, while the death count gets higher
    E vi sedete e guardate. mentre il conto delle morti si fa più alto

    You hide in your mansion, while young people's blood
    Vi nascondete nel vostro palazzo, mentre il saunge dei giovani.

    Flows out of their bodies and is buried in the mud
    Scorre dai loro corpi e si seppellisce nel fango

    You've thrown the worst fear, that could ever be hurled
    Avete gettato la peggiore paura, che sia stata mai lanciata

    The fear to bring children, into this world
    La paura di portare bambini in questo mondo

    For threatenin' my baby, unborn and unnamed
    Per aver minacciato il mio bambini, mai nato, senza nome

    You ain't worth the blood that runs in your veins
    Non meritate il sangue che scorre nelle vostre vene.

    child soldier

    How much do I know, to talk out of turn?
    Quanto ne so io per parlare fuori posto?

    You might say that I'm young, you might say I'm unlearned
    Potreste dire che sono giovane, potreste dire che sono ignorante.

    But there's one thing I know, though I'm younger than you
    Ma c'è una cosa che so, anche se sono più giovane di voi.

    Even Jesus would never forgive what you do
    Nemmeno Gesù potrà perdonare quello che fate

    Let me ask you one question, is your money that good?
    Permettetemi di farvi una domanda, i vostri soldi sono così buoni?

    Will it buy you forgiveness? do you think that it could?
    Vi compreranno il perdono? Credete sia possibile?

    Oh, I think you will find, when your death takes its toll
    Io credo che troverete, quando la morte vi chiederà il conto

    All the money you made will never buy back your soul
    Che tutti i soldi che avete fatto non ricompreranno mai la vostra anima.

    And I hope that you die, and your death will come soon
    E spero che moriate, e che la vostra morte arrivi presto

    I'll follow your casket, in the pale afternoon
    Seguirò il vostro corteo, in un pallido pomeriggio

    And I'll watch as your lowered, into your deathbed
    E vi guarderò essere calati nel vostro letto di morte.

    And I'll stand on your grave till I'm sure that your dead
    E rimarrò sulla vostra tomba, fino quando non sono sicuro che siate morti.

    Lyrics:Bob Dylan,pictures:refugees international

  • PEARL JAM EUROPEAN TOUR

    02

    DEAR PEAR JAM FANS...HERE WE ARE..
    AFTER SIX YEARS OUR FAVOURITE BAND IS BACK TO THE EUROPEAN STAGES.
    ...START TO RUSH TO GET THE TICKET...

    HERE YOU ARE ALL THE EUROPEAN DATES...
    A BIG GRUNGY HUG...

    A.

    DATE CITY VENUE

    Aug 23 Dublin, Ireland The Point

    Aug 29 Arnhem, Netherlands Geldredome

    Aug 30 Antwerp, Belgium Sportpaleis

    Sept 1 Barcelona, Spain Badalona

    Sept 4 Lisbon, Portugal Atlantico Pavillion

    Sept 5 Lisbon, Portugal Atlantico Pavillion

    Sept 7 Madrid, Spain Arena

    Sept 9 Marseille, France Le Dome

    Sept 11 Paris, France Bercy

    Sept 13* Bern, Switzerland Arena

    Sept 14 Bologna, Italy Palamalaguti

    Sept 16* Verona, Italy Arena

    Sept 17 Milan, Italy Forum

    Sept 19 Torino, Italy Palaisozaki

    Sept 20 Pistoia, Italy Duomo Square

    Sept 22 Prague, Czech Rep. Sazka Arena

    Sept 23 Berlin, Germany Wuhlheide

    Sept 25 Vienna, Austria Stadthalle

    Sept 26 Zagreb, Croatia Dom Sportova

    Sept 30 Athens, Greece Oaka Basketball Arena

  • L'INIZIO DELLA SOPRAVVIVENZA - THE BEGINNING OF SURVIVAL

    Chief_seattle
    Una foto di Capo Sealth

    Nel 1854 l’allora presidente degli Stati Uniti, Franklin Pierce, fece una proposta ad una tribù del nord America, una tribù che viveva nell' attuale stato di Washington: i DUWAMISH, capeggiati da un vecchio e saggio ex guerriero il capo Sealth.
    La proposta del presidente era quella di acquistare le terre abitate dai DUWAMISH, che in seguito sarebbero stati confinati in una misera riserva.
    La risposta di Capo Sealth, ancora oggi è considerata uno dei più bei discorsi della storia americana.

    "Come si può comperare o vendere il cielo o il calore della terra? L' idea ci pare bizzarra. Se la freschezza dell'aria e la lucentezza dell' acqua non ci appartengono, come possiamo venderle? Ciascun pezzo di questa terra è sacro per il mio popolo. Ogni ramo, ogni pugno di sabbia del deserto, ogni ombra di albero: ciascuna di queste cose è sacra nella memoria della mia gente.

    I morti dell'uomo bianco scelgono la loro terra d'origine quando vanno a camminare tra le stelle. I nostri morti non dimenticano mai queste montagne e queste valli, poiché questo è il volto di nostra Madre. Siamo parte della terra ed essa fa parte di noi. I fiori, il cervo e il cavallo sono nostri fratelli e la grande aquila è nostra sorella. I picchi rocciosi, i solchi umidi nelle campagne, il calore del corpo del puledro e l'uomo: tutti appartengono alla stessa famiglia.

    Così, quando il Grande Capo di Washington ci manda a dire che desidera acquistare la nostra terra, pretende molto da noi. Il Grande Capo dice che ci metterà in un luogo dove potremo vivere felici, che lui sarà nostro padre e noi saremo suoi figli. Per questo, prenderemo in considerazione la sua offerta di acquistare la nostra terra. Ma non sarà facile, poiché quell' acqua lucente che scorre nei ruscelli non è solo acqua, ma il sangue dei nostri antenati. Se gli vendessimo la terra, essi potrebbero dimenticare che il mormorio delle acque è la voce dei nostri avi e abbandonare il ricordo di tutto ciò che è successo nel lungo tempo in cui abbiamo vissuto qui. Sappiamo che l'uomo bianco non comprende i nostri costumi. Per lui un pezzo di terra ha lo stesso significato di qualsiasi altro, poiché è un forestiero che arriva di notte e prende dalla terra ciò di cui ha bisogno. La terra non è sua sorella, ma una donna attraente: dopo che l'ha conquistata, prosegue il suo cammino. Lascia dietro di sé i tumuli dei suoi morti e non si incomoda, si prende dalla terra quello che sarebbe dei suoi figli e non si crea problemi: la sepoltura di suo padre e i diritti dei suoi figli sono cose dimenticate. Tratta sua madre, la terra, e suo fratello, il cielo, come cose od ornamenti colorati. Il suo appetito divorerà la terra, lasciando dietro di sé solo il deserto.

    Io non capisco: i nostri costumi sono diversi dai suoi. La visione delle sue città ferisce gli occhi dell'uomo pellerossa, e ciò accade forse perché l' indiano è un selvaggio e non comprende. Non vi è un luogo tranquillo nella città dell'uomo bianco: nessun luogo dove si possa ascoltare il germogliare delle foglie a primavera o il battere delle ali di un insetto. Il rumore pare solo insultare l'orecchio. E che cosa resta della vita se un uomo non può udire il pianto solitario di un uccello o il conversare dei rospi attorno a uno stagno durante la notte? Che cos' è l' uomo senza gli animali? Se tutti gli animali se ne andassero, l'uomo morirebbe di una grande solitudine di spirito.

    Poiché ciò che avviene agli animali ben presto succede anche all'uomo. In tutto c' è un legame. Tutto ciò che accade alla terra accadrà anche ai figli della terra. Se gli uomini sputano in terra è come se sputassero addosso a se stessi. Questo sappiamo: la terra non appartiene all' uomo, ma è l' uomo che appartiene alla terra. L'uomo non ha tessuto la tela della vita: è semplicemente uno dei suoi fili e tutto ciò che fa alla tela lo fa a se stesso. Anche l'uomo bianco, il cui Dio cammina e parla come lui da amico ad amico, non può sfuggire a questa realtà. Di una cosa siamo certi: il nostro Dio è lo stesso suo Dio.
    E poiché la terra è cara al Creatore, ferirla è disprezzare Lui. La fine della vita è l' inizio della sopravvivenza"

    Oggi Sealth viene ricordato con una città che porta il suo nome americano
    Seattle, dove una statua lo raffigura in una delle sue posizioni tipiche, con la mano alzata, in segno di pace.

    ---------------------------------------------------------------------
    IN ENGLISH

    In 1854 the president of U.S.A. Franklin Pierce, tried to trade upon a land occupied by the DUWAMISH tribe, giving them just a packet full of fake promises.
    The DUWAMISH were headed by a wise and ex warrior man: Chief Sealth.
    The Chief Sealth replied to the president by a letter which has been considered as a one of the best speech in the history of the U.S.A.:

    How can you buy or sell the sky, the warmth of the land? That idea is strange to us.
    If we do not own the freshness of the air and the sparkle of the water, how can you buy them?

    Every part of this earth is sacred to my people.
    Every shining pine needle, every sandy shore, every mist in the dark
    woods, every clearing and humming insect is holy in the memory and experience of my people.
    The sap which courses through the trees carries the memory of the red man.

    The white man's dead forget the country of their birth when they go to
    walk among the stars. Our dead never forget this beautiful earth, for it is the mother of the red man.
    We are part of the earth and it is part of us.

    The perfumed flowers are our sisters, the deer, the horse, the great eagle, these are our brothers.
    The rocky crests, the juices in the meadows, the body heat of the pony, and man - all belong to the same family.

    So, when the Great Chief in Washington sends word that he wishes to
    buy our land, he asks much of us. The Great Chief sends word he will
    reserve us a place so that we can live comfortably to ourselves.
    He will be our father and we will be his children. So we will consider your offer to buy our land.
    But it will not be easy. For this land is sacred to us.

    This shining water that moves in the streams and rivers is not just water
    but the blood of our ancestors.

    If we sell you land, you must remember that it is sacred, and you must
    teach your children that it is sacred and that the ghostly reflection in
    the clear water of the lakes tells us events and memories in the life of
    my people.
    The water's murmur is the voice of my father's father.
    The rivers are our brothers, they quench our thirst. The rivers carry our
    cannoes, feed our children. If we sell our land, you must learn, and teach
    your children, that the rivers are our brothers, and yours, and you must
    henceforth give the rivers the kindness you would give any brother.

    We know that the white man does not understand our ways. One portion of
    the land is the same to him as the next, for he is a stranger who comes in
    the night and takes from the land whatever he needs.
    The earth is not his brother, but his enemy, and when he has conquered it, he moves on.
    He leaves his father's grave behind, and he does not care. He kidnaps the
    earth from his children, and he does not care.
    His father's grave and his children's birthright are forgotten.
    He treats his mother, the earth, and his brother, the sky, as things to be bought, plundered, sold like sheep or bright beads.
    His appetite will devour the earth and leave behind only a desert.
    I do not know. Our ways are different than yours.

    The sight of your cities pains the eyes of the red man. But perhaps because the red man is a savage and does not understand.
    There is no quiet place in the white man's cities. No place to hear the
    unfurling leaves in spring, or the rustle of an insects wings.
    But perhaps it is because I am a savage and do not understand.

    The clatter only seems to insult the ears. And what is there to life if
    man cannot hear the lonely cry of the whippoorwill or the arguments of the
    frogs around a pond at night ? I am red man and do not understand.

    The Indian prefers the soft sound of the wind darting over the face of a
    pond, and the smell of the wind itself, cleaned by a mid-day rain, or
    scented by the pinon pine.

    The air is precious to the red man, for all things share the same breath -
    the beast, the tree, the man, they all share the same breath.
    The white man does not seem to notice the air he breaths. Like a man dying
    for many days is numb to the stench.

    But if we sell you our land, you must remember that the air is precious to
    us, that the air shares its spirit with all the life it supports.
    The wind that gave our grandfather his first breath also receives his last sigh.

    And if we sell you our land, you must keep it apart and sacred, as a
    place where even the white man can go to taste the wind that is sweetened
    by the meadows flowers.
    So we will consider your offer to buy our land. If we decide to accept,
    I'll make one condition, the white man must treat the beasts of this land
    as his brothers.
    I am a savage and I do not understand any other way.

    I have seen a thousand rotting buffaloes on the prairie, left by the white
    man who shot them from a passing train.
    I am a savage and I do not understand how the smoking iron horse can be
    more important than the buffalo that we kill only to stay alive.

    What is man without the beasts ? If all the beasts were gone, man would
    die from a great loneliness of spirit.
    For whatever happens to the beasts, soon happens to man. All things are connected.

    You must teach the children that the ground beneath their feet is the
    ashes of your grandfathers. So that they will respect the land, tell your
    children that the earth is rich with the lives of our kin.
    Teach your children what we have taught our children, that the earth is
    our mother.
    Whatever befalls the earth, befalls the sons of the earth. If men spit
    upon the ground, they spit upon themselves.

    This we know, the earth does not belong to man, man belongs to the earth.
    This we know.
    All things are connected like the blood which unites one family. All things
    are connected.
    Whatever befalls the earth, befalls the sons of the earth. Man did not
    weave the web of life, he is merely a strand in it. Whatever he does to
    the web, he does to himself.

    Even the white man, whose God walks and talks with him as friend to
    friend, cannot be exempt from the common destiny.
    We may be brothers after all.
    We shall see.
    One thing we know, which the white man may discover one day - our God is
    the same God.
    You may think you know that you own Him as you wish to own our land, but you
    cannot. He is the God of man, and His compassion is equal for the red man
    and the white.
    This earth is precious to him, and to harm the earth is to heap contempt
    on its Creator.

    The whites too shall pass, perhaps sooner than all other tribes.
    Contaminate your bed, and you will one night suffocate in your own waste.
    But in your perishing you will shine brightly, fired by the strength of
    the God who brought you to this land and for some special purpose gave you
    dominion over this land and over the red man.
    That destiny is a mystery to us, for we do not understand when the buffalo
    are all slaughtered, the wild horses are tamed, the secret corners of the
    forest heavy with the scent of many men, and the view of the ripe hills
    blotted by talking wires.
    Where is the thicket ? Gone.
    Where is the eagle ? Gone.
    The end of living and beginning of survival.

    Today we remember Chief Sealth also by a city which have the same American name: Seattle.
    We can find in Seattle a statue, which symbolize one of the common Sealth pose, the right hand up, the sign of the peace.

    Fonti: informazioni e notizie da www.cs.rice.edu, indiani d'america.it, storie e leggende dei nativi americani, la foto del capo Sealth è estratta da http://it.wikiquote.org

  • IL CORAGGIO DI PARTIRE

    CHRRIS 2
    Una foto di Chris, fuori dall'autobus abbandonato dove venne trovato morto

    IL CORAGGIO DI PARTIRE
    (di Angelo Calianno)

    Nell’agosto 1992, a nord del monte Mckinley, in Alaska, un cacciatore di alci trovò in un vecchio autobus abbandonato, il corpo di un ragazzo, ormai in decomposizione.
    Accanto al corpo senza vita, qualche libro e un diario. Un diario firmato con uno pseudonimo che il ragazzo aveva usato fino a quel momento, Alexander Supertramp, ma il vero nome del ragazzo come si sarebbe scoperto poco dopo era Chris McCandless.

    Ma chi era Chris McCandless e cosa ci faceva una ragazzo così giovane, solo e sperduto nelle foreste dell’Alaska?

    Nel 1990 dopo aver conseguito con il massimo dei voti una laurea, Chris, un ragazzo di 22 anni e di buona famiglia, prese tutti i suoi risparmi (25 000 dollari) e li diede in beneficenza, bruciò la sua auto e sparì dalla circolazione, per sempre, uniche tracce, i suoi appunti sul diario e la gente che incontrò sul suo cammino.

    Con poche righe spiegò ad amici e famiglia che non ne poteva più della sua vita normale e voleva abbracciare la natura.

    John Krakauer, uno scrittore americano ma prima di tutto un avventuriero ed un alpinista, affascinato dalla storia di Chris, decise tramite gli appunti nel diario e gli indirizzi annotati, di intervistare chiunque avesse incontrato Chris, chi gli aveva dato un passaggio, le persone per cui aveva lavorato in piccoli fast food o in fattorie sperdute dell’American del nord, chi l’aveva ospitato o semplicemente, fatto una chiacchierata e preso il suo indirizzo, raccolse tutto questo in uno splendido libro, ormai quasi introvabile “Into the Wild” (Nelle Terre Estreme, nella versione italiana)

    Quello che ne emerse fu incredibile, tutti, nessuno escluso ricordavano quel ragazzo con grande affetto, Chris aveva come unica filosofia, quella di lasciare il posto in cui si trovava, appena ci si fosse trovato bene, la sua sfida era….mettersi alla prova ogni giorno, e come ultima destinazione, arrivare nella fredda Alaska, lì dove finalmente avrebbe potuto abbracciare la natura che da tanto cercava.
    Chris si muoveva per l’ovest americano lavorando ovunque gli capitasse, fino a mettere da parte i soldi necessari per la partenza successiva, da tutti veniva ricordato come un ragazzo taciturno e lavoratore, e sempre con il sorriso sulle labbra.

    Il corpo di Chris venne ritrovato nell’estate del 1992, nel vecchio pullman abbandonato c’erano graffiti e passi sottolineati di alcuni libri come quelli di Tolstoj, Kerouac, Jack London ecc.

    Il motivo della morte di Chris tutt’ora non è stato chiarito, lo stato di decomposizione non permise una autopsia accurata, Chirs potrebbe essere morto di stenti, freddo oppure avvelenato da alcune radici di cui si era cibato.
    Lo scherzo del destino fu che la salvezza per Chris era soltanto a pochi kilometri dall’autobus abbandonato, infatti a un’ora di cammino avrebbe trovato sia la strada, che un capannone per i rifugi usato dai Rangers, ma lo spirito di Chris gli aveva sempre imposto di viaggiare senza una mappa, quindi, lui ignorava tutte queste cose.

    Tra le tante persone con cui parlò, ci fu qualcuno che affezionò al ragazzo più degli altri, un anziano signore che incontrò Chris mentre faceva autostop, insieme viaggiarono da Salton City fino a Grand Juction in California.
    L’uomo si chiamava Ronald A. Franz, (uno pseudonimo su richiesta dell’uomo) una persona sola, in pensione e molto insoddisfatta della propria vita, Ron non voleva più separarsi dal suo nuovo giovane amico, ma sapeva di non poterlo fermare.
    Ecco alcuni stralci delle lettere che Chris scrisse a Ron:

    “Ron, apprezzo sinceramente l’aiuto che mi hai dato e i momenti che abbiamo trascorso insieme. Spero che la nostra separazione non ti abbia depresso troppo. Potrebbe passare molto tempo prima di rivederci ma, ammesso che io superi l’affare Alaska tutto d’un pezzo, riceverai di sicuro mie notizie. Vorrei ripeterti solo il consiglio che già ti diedi in passato, ovvero che secondo me dovresti apportare un radicale cambiamento al tuo stile di vita, cominciando con coraggio a fare cose che mai avresti pensato di fare o che mai hai osato.

    C’è tanta gente infelice che tuttavia non prende l’iniziativa di cambiare la propria situazione perché è condizionata dalla sicurezza, dal conformismo , dal tradizionalismo, tutte cose che sembrano assicurare la pace dello spirito, ma in realtà, non esiste niente di più devastante che un futuro certo.
    Il vero nucleo dello spirito vitale di una persona è la passione per l’avventura.
    La gioia di vivere deriva dall’incontro con nuove esperienze e quindi non esiste gioia più grande dell’avere un orizzonte in continuo cambiamento, del trovarsi ogni giorno sotto un sole nuovo e diverso
    .

    Spero davvero, Ron, che non appena ti sarà possibile, lascerai Salton City, attaccherai una roulotte al camion e comincerai a goderti il grande lavoro che il Signore ha compiuto nell’ovest americano,
    vedrai cose, conoscerai gente, e ti insegneranno molto. Dovrai farlo in regime d’economia, niente motel, preparati da mangiare da solo e, come regola generale, spendi il meno possibile, perché così ti ritroverai ad apprezzare immensamente ogni cosa.
    Spero che la prossima volta che ti vedrò sarai un uomo con una sfilza di nuove esperienze e avventure alle spalle.
    Non esitare o indugiare in scuse.
    Prendi e vai, Sarai felice di averlo fatto.
    Riguardati.

    Alex.

    L’ottantenne Ron, venne così colpito dalle parole del giovane vagabondo che vendette la sua casa e i mobili per comprarsi un Caravan, ci mise dentro un letto, un’attrezzatura da campeggio e cominciò a viaggiare lungo l’ovest Americano, Ron arrivò fino alla Bajada, stesso posto dove si era accampato mesi prima Chris, si fermò lì, in attesa del ritorno del suo amico, che purtroppo non avvenne mai.

    Molti furono i giovani impressionati dalle gesta di Chris, qualcuno lo paragonò ad un moderno profeta, altri usarono parole taglienti accusandolo di dare cattivo esempio per i giovani che cercano di farsi strada nella società.

    Per me invece, come per tanti altri, Chris fu la prima spinta a viaggiare, per me come per tanti altri, Chris rappresenta il coraggio di mettersi uno zaino sulle spalle per affrontare realtà che non avrebbe mai immaginato, questa di Chris, è solo una delle tantissime storie, che si può incontrare viaggiando.

    Angelo Calianno

    Una frase sottolineata da Chris nel libro "La felicità familiare" di Lev Tolstoj :

    “Volevo il movimento, non un esistenza quieta, volevo l’emozione, il pericolo, la possibilità di sacrificare qualcosa al mio amore.
    Avvertivo dentro di me una sovrabbondanza di energia, che non trovava sfogo, in una vita tranquilla”

    Fonti:
    Informazioni tratte dal libro “Into the Wild” di John Krakauer, dagli archivi americani del FBI in Alaska, dall'articolo su "Spectator" di Laura Justin.
    . La foto di Chris è tratta da www.walden.org

  • L'AIUTO

    L 'AIUTO (Angelo Calianno)

    Two-Hands-Joined-web

    In un isola lontana c'era un uomo...

    .l'uomo che non credeva nell'amore passava i suoi giorni a compiere gesti incomprensibili,
    gesti senza suono e senza fatica...
    ..l'uomo che non credeva negli ideali...

    .....l'uomo passava le ore guardando mille persone che gli costeggiavano la casa...senza vederlo mai....
    l'uomo che non credeva nell'amicizia....

    ....l'uomo non sapeva distinguere il tramonto dall'alba......l'inverno dalla primavera..
    l'uomo aveva perso il senso del colore...

    ...e non sentiva più gli uccelli...
    e gli animali non gli si avvicinavano....
    non si muoveva più da quella casa da molto tempo......
    l'uomo che non aveva bisogno di aiuto....

    .....non era mai malato, o non se ne era mai accorto...
    l'uomo che non credeva nell'aiuto...

    Ma l'uomo...non era sempre stato così,
    quell' uomo aveva ascoltato e raccontanto favole,
    quell'uomo aveva sognato, quell'uomo sorrideva....una volta..
    un bellissimo sorriso che illuminava chiunque gli fosse di fronte..quell'uomo aveva amato...

    ma tante erano le cose cambiate da quei tempi....
    l'uomo era stato rinchiuso ed al suo ritorno aveva perso tutto....non c'erano più amori, nè braccia aperte...

    non c'era più qualcuno che chiamava il suo nome, non c'era più qualcuno che si stendenva ascoltando il suono della sua voce...
    l'uomo..smise di credere....

    E fu così strano vedere i suoi occhi cambiare colore, diventare più piccoli e meno profondi...ancora più incredibile fu la velocità con cui smise di credere....un attimo..una frazione di secondo....cambio tutto quello che c'era intorno....

    ...Ma cadendo l'uomo si fece male....
    l'uomo che non sentiva dolore....non riusciva ad alzarsi...e
    cadendo produsse un tale frastuono da far girare tutti i passanti, fu come se tutto il peso di quello che non ha visto e vissuto fosse crollato con lui....
    ...fu come se il ricordo di quando pensava di aver amato più di quello che avrebbe dovuto...di aver sognato anche senza dormire...fu come se tutto questo si sgretolasse...

    Il fragore scosse la terra.....gli alberi si mosserò, le finestre della casa si aprirono...
    l'uomo alzò gli occhi e davanti a lui, c'era una mano protesa, qualcuno gli porse una mano per aiutarlo a risolleversi...

    afferrò l'avambraccio con forza, come se fosse l'unico appiglio che gli rimaneva in una vita che non aveva più senso....

    Una volta alzatosi guardò gli occhi dell'uomo che l'aveva aiutato...e....

    ....il grazie che pensava di dire gli si strozzò in gola, gli occhi che incrociò.....
    ........ erano i suoi, le rughe, i capelli, i vestiti, ma...come era possibile?....

    La gente richiamata dal fragore ora continuava a camminare..e nessuno potè vedere quell'evento,
    come uno specchio..come un gemello...come..
    l'ultimo gesto, arrivato da una persona di cui aveva sempre dubitato fino a quel momento, ...l'ultimo a cui avrebbe chiesto aiuto.....

    ......se stesso....

    In english
    THE HELP (Angelo Calianno)

    In a distant island there was a man...

    . the man that didn't believe in love was spending his days doing incomprehensible actions,
    actions without sound and without fatigue..
    .. the man that didn't believe in any ideal...

    ..... the man spent the hours looking at thousand people that coasted along his house... without seeing him...ever
    the man that didn't believe in friendship....

    .... the man didn't know how to distinguish the sunset from the dawn...... the winter from the spring..
    the man had lost the sense of the color...

    ... and he couldn't feel the birds anymore...
    and the animals didn't draw near him....
    He didn't stir more from that house since a lot of time......
    the man that didn't need help....

    ..... He was never sick, or maybe he was but he had never realized...
    the man that didn't believe in help...

    But the man had not always been like that
    that man used to hear stories and novels,
    that man used to dream, that man used to smile.... once..
    a beautiful smile that illuminated whoever was close to him.. that man used to love...

    but so many were the things had been changing for that times....
    the man had been confined for too long and once He came back he realized that he had lost everything.... there were no more loves, neither open arms...

    there was not more people who called his name, there was not more people who lay down to hear his voice..
    the man.. stopped to believe....

    And it was so strange to see his eyes change color, to become smaller and less depths... even more unbelievable it was the speed with he stopped to believe.....just an instant.. a fraction of according to.... change what was around....

    ... But the man hurt himself when he felt....
    the man that didn't hear pain.... didn't succeed in getting up... and
    falling, he produced such a noise to be let all the people turn their head, It was as all the weight of that that he didn't seen and lived with had collapsed with him....
    ... it was as the memory of thought about having loved more than what would have owed... to have dreamt without sleeping... it was like everything crumbled...

    The din shook the earth..... the trees bend, the house's window...wide opened
    the man lifted his eyes and in front of him, there was a stretched out hand, someone handed him a hand to help him to get up.....

    He grabbed the forearm with strength, as it were the only grip that remained to him in a life that didn't have sense anymore....

    Once lifted He looked at him in the eyes of the man that helped him... and....

    .... the thanks that he was about saying was strangled in his throat, the eyes that he crossed.....
    ........ they were..HIS eyes,
    the wrinkles, the hair, the suits, everything the same as him.. but how can it was possible?....

    The people recalled by the din now kept on walking .. and nobody could see that event,
    as a mirror.. as a twin... as..
    the last action, arrived by a person of whom he had always doubted up till that moment,...
    the last person that he would have asked help.....

    ...... himself...

  • LA POESIA DELLA SETTIMANA, "WHAT IS POETRY?"DI LAWRENCE FERLINGHETTI

    Tratto da "What is poetry?" di Lawrence Ferlinghetti

    Lawrence Ferlinghetti

    Is it the voice, of the Fourth person Singular
    E' LA VOCE della 4 persona singolare

    Is it the voice, within the voice of the turtle
    è la voce, dentro alla voce della tartaruga

    Is it the face, Behind the face of the race
    è la faccia, dietro la faccia della razza

    Poetry is made of night though
    LA poesia è fatta di pensieri notturni

    If it can tear it self away from illusion
    Se può strapparsi via dall'illusione

    It wil not be disowned, Before the done
    non sarà ripudiata, prima dell'alba

    Poetry is made by evaporating
    La poesia è fatta evaporando

    The liquid laughter of youth
    La risata liquida della giovinezza

    Poetry is a book of light at night
    La poesia è un libro di luce di notte

    Dispersing clouds of unknowing
    che diffonde nuvole di non sapere

    It hears the whisper of Elephants
    sente il sussuro degli elefanti

    And seas how many angels dance On the head of a pin
    e guarda quanti angeli danzano sulla testa di uno spillo

    And how many angels and devils dance on the head of a phallus
    E quanti angeli e diavoli danzano sulla pinta di un fallo

    It is a humming a keening
    è un ronzio, un lamento

    A laughing a sighing at dawn
    una risata un singhiozzo all'alba

    A wild soft laughter
    e una morbida risata selvaggia

    It is the final gestalt of the immagination
    è la gestalt finale

    Poetry should be emotion
    La poesia dovrebbe essere emozione

    Recollected in emotion
    Ricordata ..nell'emozione

    CURIOSITA': CHE COS'E' UNA GESTALT ?

    LA Gestalt è una corrente di pensiero ed una Scuola di psicologia che si occupa prevalentemente dello studio della percezione e delle leggi che la regolano. Secondo gli psicologi della Gestalt, parola tedesca che può essere approssimativamente tradotta con "configurazione", le immagini vengono percepite come configurazioni globali più complesse della somma delle loro singole parti: la forma di una spirale inserita nella veduta panoramica di una città viene ad esempio percepita come la sagoma di una cattedrale.
    La psicologia della Gestalt nacque come protesta contro l'associazionismo che nei primi anni Venti dominava la psicologia e che considerava la percezione come il risultato di un'attività di costruzione di singole parti separate. Intorno al 1910 Max Wertheimer, Wolfgang Köhler e Kurt Koffka rifiutarono questa impostazione e proposero un nuovo approccio che, pur rispettando i criteri di scientificità, fosse più adeguato all'oggetto studiato dalla psicologia e desse maggior conto dell'influenza del contesto sulla percezione. Anche se la percezione rimane il settore maggiormente influenzato, questo approccio si è successivamente esteso ad aree come il pensiero, la memoria e l'estetica.
    Molti problemi di psicologia sociale (ad esempio le dinamiche di gruppo, con Kurt Lewin) sono stati infatti studiati dal punto di vista della teoria della Gestalt (detto anche strutturalista) e molte tecniche di psicoterapia vengono definite gestaltiste. L'approccio che esse adottano è simile a quello considerato a proposito della percezione: l'essere umano interagisce in modo globale con l'ambiente e qualsiasi separazione tra mente e corpo è arbitraria. La terapia è quindi finalizzata al recupero della naturale armonia attraverso l'acquisizione della consapevolezza raggiunta analizzando l'esperienza attuale (piuttosto che quella infantile, come in psicoanalisi) e confrontandosi direttamente con le problematiche presentate dal paziente.
    (Definizione estratta da l' Enciclopedia Microsoft Encarta )

  • ODORE DI PUZZA

    Odore di puzza
    Carlo Bertani - 27 marzo 2006 (www.disinformazione.it)

    Mentre nei recinti televisivi ci si scanna per qualche punto percentuale di tasse, sondaggi, cunei fiscali ed altre facezie, una notizia è quasi passata inosservata: alle prossime elezioni, circa 11 milioni d’italiani (Liguria, Sardegna, Lazio e Puglia) voteranno con il sistema elettronico.
    Per fortuna non siamo ancora al sistema americano – che non conserva copia cartacea del voto – però un po’ di puzza di “Florida” s’avverte ormai anche nelle nostre città.
    A chi è stato affidato il nuovo sistema elettronico? A tre società: Telecom, EDS Italia ed Accenture. Mentre Telecom sappiamo chi è, conosciamo invece poco degli altri due compari, ovvero il gatto e le volpe.

    Telecom Italia
    EDS Italia
    Accenture

    EDS è la multinazionale informatica che – negli USA – ha gestito gli ultimi due appuntamenti elettorali per l’amministrazione Bush: per come sono andate le cose in Florida (e per la cancellazione dalle liste elettorali di 200.000 persone in Ohio, lo stato di Michael Moore nel 2004) possiamo affermare che ha svolto bene i suoi compiti. Negli USA, ad EDS (che nel 2004 fu rinominata in ES&S) fu affiancata un’altra società, Diebold, per esercitare un reciproco controllo. Peccato che il vice-presidente di Diebold ed il presidente di ES&S fossero fratelli e che affidarono ad un pluripregiudicato per truffa – Jeff Dean – la stesura del programma informatico che non rilasciava copia cartacea del voto. Già, ma in Italia non abbiamo mica questi problemi, ci sono Telecom ed Accenture!

    Telecom fornirà le linee, mentre Accenture sarà il vero “braccio destro” di ES&S. Già, ma chi è Accenture? Accenture è il nuovo nome di Andersen, la società che avrebbe dovuto controllare i conti di Enron, sospettata d’essere stata la “cassaforte” da svuotare per finanziare l’elezione di Bush nel 2000, e finita in un crack finanziario apocalittico!
    Perché Berlusconi ha scelto proprio le due società americane (scippando, di fatto, una società italiana – Ales s.r.l. – che aveva iniziato la sperimentazione nelle scorse tornate elettorali) con un decreto varato alla chetichella ed una trattativa a licitazione privata?

    Per vincere le elezioni? Può essere. Anche nel caso le perdesse, il buon Berlusca potrebbe sempre chiedere la verifica delle schede (che saranno comunque votate in parallelo, ma subito archiviate), il che comporterebbe ritardi di mesi per le contestazioni, i ricorsi, ecc.
    Cosa succederebbe nel frattempo? Il nuovo parlamento non potrebbe essere insediato, e si giungerebbe a dover eleggere il nuovo Capo dello Stato con il vecchio…
    Ahi, ahi, ahi…che bruciato di puzza, che spruzzata di brucio, che fetor di scheduzza bruciata s’appressa!
    Niente paura, al timone di Accenture – in Italia – c’è una persona fidata: il figlio del ministro Pisanu. State accuorti.

  • FERRAMENTA AMBULANTI

    snap019

    ESTRATTO DAL BLOG DI BEPPE GRILLO www.beppegrillo.it

    E' in arrivo l'uomo bionico. I metalli che ingeriamo ci stanno trasformando in ferramenta ambulanti.
    L'elenco che segue riporta alcuni metalli contenuti in prodotti che mangiamo tutti i giorni, metalli come Titanio, Cobalto, Argento.
    Basta saperlo. Come per le sigarette è sufficiente aggiungere un'etichetta con su scritto: "Attenzione, vetro all'interno", oppure "Piombo, Bismuto e Solfato di Bario possono produrre effetti collaterali".
    L'elenco:

    Pandoro Motta: Alluminio, Argento
    Salatini Tiny Rold Gold (USA): Ferro, Cromo, Nichel (cioè acciaio), Alluminio
    Biscotti Offelle Bistefani: Osmio, Ferro, Zinco, Zirconio, Silicio-Titanio
    Biscotti Galletti Barilla: Titanio, Ferro, Tungsteno
    Macine Barilla: Titanio
    Granetti Barilla: Ferro, Cromo
    Nastrine Barilla: Ferro
    Bauletto Coop: Ferro, Cromo
    Plum cake allo yogurt Giorietto Biscotti: Ferro. Cromo
    Ringo Pavesi: Ferro, Cromo, Silicio, Alluminio, Titanio
    Pane carasau (I Granai di Qui Sardegna): Ferro, Cromo
    Pane ciabatta Esselunga: Piombo, Bismuto, Alluminio
    Pane morbido a fette Barilla: Piombo, Bismuto, Alluminio
    Paneangeli Cameo: Alluminio, Silicio
    Pane Panem: Ferro, Nichel, Cobalto, Alluminio, Piombo, Bismuto, Manganese
    Cornetto Sanson (cialda): Ferro, Cromo e Nichel (cioè acciaio)
    Biscotto Marachella Sanson: Silicio, Ferro
    Omogeneizzato Manzo Plasmon: Silicio, Alluminio
    Omogeneizzato Vitello e Prosciutto Plasmon: Ferro, Solfato di Bario, Stronzio, Ferro-Cromo, Titanio
    Cacao in polvere Lindt: Ferro, Cromo, Nichel
    Tortellini Fini: Ferro, Cromo
    Hamburger McDonald's: Argento
    Mozzarella Granarolo: Ferro, Cromo, Nichel
    Chewing gum Daygum Microtech Perfetti: Silicio (cioè vetro)
    Integratore Formula 1 (pasto sostitutivo) Herbalife: Ferro, Titanio
    Integratore Formula 2 Herbalife: Ferro, Cromo

    I metalli elencati sono tutti sotto forma di particelle nano e micro-metriche (nano = dal miliardesimo al decimilionesimo di metro, micro = dal milionesimo al centomillesimo di metro).
    Nessuno degli inquinanti particolati di cui sopra è biodegradabile e, dunque, resta dov'è per sempre.
    E dov'è è un tessuto umano.

    Chiedo a queste aziende, se vogliono, di dare una spiegazione.
    Io la pubblicherò sul blog.

    9/11/2005
    Per cercare di chiarire alcuni dubbi posti dai vostri commenti, pubblico una integrazione al post.

    Alcuni dei metalli elencati come inquinanti fanno parte di quelli che si chiamano OLIGOELEMENTI e, in quell'ottica, sono essenziali per la vita. Per esempio, il Ferro è un componente dell'emoglobina e, se non ci fosse, i nostri tessuti non potrebbero essere ossigenati; il Rame è fondamentale per la formazione dell'emoglobina, il Cobalto è presente nella composizione della Vitamina B12, e così via. Attenzione, però a non cadere nell'equivoco.

    Ciò di cui stiamo parlando non sono ioni (atomi) che entrano nella composizione di sostanze naturali e che, non raramente, sono indispensabili per la nutrizione; ciò di cui parliamo sono particelle, minuscoli sassolini, che vengono involontariamente immessi come inquinanti nei cibi.
    Le fonti di questi materiali estranei sono tantissime. Tra i tanti esempi che si possono fare, c'è quello del Ferro-Cromo-Nichel nei cibi.
    I sistemi di macinazione sono spesso costituiti da acciaio (Ferro-Cromo-Nichel, appunto) e questo materiale si usura, perdendo scorie che entrano nel macinato. Queste scorie sono proprio le particelle che non dovrebbero esserci e che, una volta ingerite, entrano nel circolo sanguigno per essere rapidamente sequestrate da vari organi (reni, fegato, ecc.), dove restano in eterno perché non sono biodegradabili.
    Il problema è che sono dei corpi estranei e l'organismo li vede come tali, facendo partire una reazione infiammatoria (granulomatosi) che si cronicizza e può diventare cancro o restare, comunque, un'infiammazione che è pur sempre una malattia.
    Dunque, un conto è mangiare una bistecca che contiene Ferro organico perché presente naturalmente nel sangue dell'animale del cui muscolo ci stiamo nutrendo e un conto è mangiarsi delle palline piccole piccole di Ferro. Da notare che più queste particelle sono minuscole, più sono aggressive, potendo addirittura penetrare all'interno dei nuclei delle cellule quando la loro dimensione è al di sotto di una certa soglia.

    Tra i metalli elencati, comunque, ce ne sono diversi che non entrano in nessuna combinazione biologica utile (Titanio, Bario, ecc.) e sono chimicamente tossici.

    Naturalmente le aziende sono tutte perfettamente a posto dal punto di vista legale, non esistendo alcuna legge che imponga non solo l'eliminazione, ma anche solo la ricerca o l'elencazione in etichetta di quelle sostanze.
    Che la scienza viaggi con un passo diverso rispetto alla legge è un fatto noto di cui non c'è da stupirsi.
    Così come non c'è da stupirsi (anche se può fare leggermente schifo) che le industrie non abbiano alcuna voglia di scoperchiare loro stesse il calderone. Fin che va.

  • ALCUNE FOTO DALLA SIERRA LEONE....

    child 2

    carretto

    DSCF0164

  • C'ERA UNA VOLTA LA GUERRA

    C'era una volta la guerra
    di Angelo Calianno (el vago)
    (Articolo apparso anche su www.peacereporter.net)

    peace bridge

    C’era una volta; le favole e le storie qui, in Sierra Leone cominciano tutte così, i bambini non hanno giocattoli con cui distrarsi, quindi hanno imparato ad inventare una storia per tutto, il perché c’è il sole, perché piove per 4 mesi ininterrottamente durante la stagione delle piogge, il perché gli animali mangiano e camminano nei modi più diversi.

    Ma non tutta la Sierra Leone è identica, la situazione cambia così come cambiano i suoi scenari, dalle bellissime spiagge di Freetown, alle strade polverose della zona centrale, dalle lussureggianti colline e le foreste del nord, ai monti Bintumani ai confini con la Guinea.

    Appena si arriva a Freetown si fa fatica a credere che questa città fu messa in ginocchio da una delle più sanguinose guerre che abbia mai imperversato in Africa, durata 11 anni, e che si porta dietro i fantasmi di amputazioni e stupri difficili da dimenticare.

    Ma oggi Freetown è cambiata, la gente è cordiale anzi a volte con eccessivo zelo, qualcuno cerca di improvvisarsi guida per racimolare qualche soldo dai turisti, in questa zona quasi del tutto assenti.
    Purtroppo le eredità della guerra sono difficili da portare, basta visitare i vari campi che si occupano dei mutilati di guerra o dei rifugiati per capire cosa deve essere stato vivere in quei giorni.

    Andrew ha 23 anni, durante la guerra, quando gli venne amputato un braccio ne aveva solo 16.
    Mi parla della sua disgrazia con una tranquillità allarmante:
    “lo scopo dei ribelli del RUF era quello di terrorizzarci, così quando arrivavano fermavano i ragazzi come me per strada, amputavano le gambe o le braccia a colpi di machete, se avevano dormito bene ci dicevano che ci avrebbero tagliato solo una mano o un piede, altrimenti, tutto il braccio o la gamba”.

    Gli sguardi che incontro camminando per i campi dei mutilati non sono più spaventati, né commossi, sono semplicemente duri, e pieni di rabbia; la rabbia di chi si porta segni con cui deve avere a che fare ogni giorno al proprio risveglio.
    Ma Freetown, grazie anche alla presenza di organizzazioni come Médicines Sans Frontières, ed Emergency , si sta riprendendo.
    Il problema più grande ora, secondo Willemieke vol Broek, Medical Coordinator di Médicines Sans Frontières è la mortalità infantile, soltanto in due delle loro cliniche,( senza considerare gli altri undici ospedali nei quali operano) muoiono circa 20 bambini al mese, metà di questi di malaria.
    Freetown deve convivere anche con un numero crescente di prostituzione (sia femminile che maschile recentemente), favorito purtroppo dalla presenza di alcuni bianchi(funzionari dell’ Onu in libera uscita, o uomini d’affari) che la sfruttano.

    Diversa è la situazione al nord della nazione, qui la gente è più semplice, pur essendo molto promiscui, la prostituzione in zone come Kabala ( non lontano dal confine con la Guinea),
    è praticamente assente, ma purtroppo qui non ci sono gli stesse organizzazioni e statistiche che permettono un controllo delle malattie.

    Quando parlo con due Padri Missionari che vivono da più di 20 anni in questa zona mi dicono:
    “qui quando ti ammali, muori, e non sai se è AIDS, Malaria, Tifo o Meningite).

    La gente in giro è molto cordiale, i bambini giocano lungo le strade polverose e i ragazzi ti porgono volentieri un bicchiere di “vino di palma” per chiacchierare un po’.
    La consapevolezza della situazione di queste persone è incredibile, Yeni, un ragazzo che ha molta voglia di parlare si sfoga:
    “la gente fuori da qui deve sapere che vogliamo vivere in pace, che la guerra ora è un brutto ricordo, ma abbiamo bisogno di tanto aiuto, abbiamo bisogno di acqua che non ci porti malattie e una dieta più sana”.
    Yeni, come tanta altra gente non ha tutti i torti, camminando per alcuni centri più grandi come
    Kabala si possono trovare vecchi residui di impianti di depurazione e tubazioni che permettevano di avere acqua corrente nelle abitazioni dei coloni inglesi negli anni 60, se era possibile all’epoca, cosa si potrebbe fare oggi?

    Nonostante le tante storie di guerre passate, stupri e soprusi, la gente qui ha voglia di pace, lo si capisce dal rispetto reciproco per le persone e per le religioni, da come si cercano di evitare i discorsi che riguardano quei giorni di follia.
    Qui convivono in armonia diverse culture e religioni come Cristianesimo, Islamismo, e più 20 religioni tribali diverse, una lezione di civiltà che in tanti paesi, Europa compresa, dovrebbe essere presa ad esempio.

  • MADE IN CHINA, ORRORI DIETRO UN' ETICHETTA

    MADE IN CHINA, ORRORI DIETRO UN’ ETICHETTA

    Spesso quando cerchiamo di spiegare e di spiegarci il basso costo di tutta la merce proveniente dalla Cina, come scarpe, occhiali, vestiti, giocattoli, ci accontentiamo delle semplici risposte date dai media: ore di lavoro raddoppiate rispetto agli operai Italiani, sfruttamento del lavoro minorile, salari minimi; purtroppo però, non è tutto qui, dietro i costi abbattuti del “Made in China” ci sono storie di torture, omicidi, espianti e traffici d’organi illegali ed abusi contro la dignità umana che riguardano milioni di persone, dietro tutto questo c’è la storia dei Laogai.

    La parola Laogai in cinese vuol dire “riforma, rieducazione attraverso il lavoro”.
    I Laogai sono dei veri e propri campi di concentramento sui cui si basa il sistema carcerario cinese, il campo al suo interno racchiude diverse sezioni, ma non è solo una semplice galera.

    In Cina infatti per reati “minori” si può essere rinchiusi per 3 anni senza nessun tipo di processo, infatti è la polizia a decidere la gravità di questo tipo di reati: violazioni come parlare a favore della democrazia, mostrare idee politiche in conflitto con il regime o semplicemente appartenere ad una minoranza etnica o religiosa (come Mongoli e Tibetani), vengono severamente punite.
    Una volta rinchiusi i dissidenti devono confessare le proprie colpe e giurare fedeltà al governo; le confessioni vengono quasi sempre estorte con metodi disumani come l’uso del bastone a scossa elettrica, frusta o manganello, una volta “confessato” il proprio crimine, comincia la vera e propria riabilitazione attraverso il lavoro, o perlomeno così viene chiamata dai rappresentati del regime comunista cinese.

    Ai detenuti vengono assegnate delle “quote” cioè una quantità di oggetti da produrre o lavori da svolgere in un giorno (si lavora dalle 16 alle 18 ore al giorno); lavori come assemblare giocattoli, cucire vestiti o peggio lavorare in miniere dove si esalano gas tossici senza nemmeno la minima protezione. Se il detenuto non riesce a svolgere per tempo la sua “quota” la razione di cibo diminuisce senza possibilità di appello.

    In che modo il mercato occidentale è collegato con i Laogai? E’ tanto semplice quanto allarmante, un esempio pratico può essere un’azienda o un’industria occidentale (es.moda, oggettistica, tessile) che commissiona ad una società di import-export cinese una quantità di materiale da lavorare, assemblare o finire, soltanto che tutto questo lavoro viene svolto servendosi degli operai rinchiusi nei campi, a nessun costo, se non quello delle eventuali materie prime.

    In Cina per legge, non si può rimanere rinchiusi per più di 3 anni senza un processo; ma molto spesso, per non diminuire la forza lavoro, alcuni detenuti che hanno già scontato la pena vengono considerati “non completamente riabilitati e non idonei alla società” quindi la detenzione nei campi viene prorogata.
    Ma tutto questo non basta, le atrocità più cruente vengono commesse contro i condannati a morte, in Cina ci sono 60 reati per cui si può essere giustiziati ( le esecuzioni capitali avvengono con una frequenza impressionante), una volta giustiziati si procede all’espianto degli organi: reni, cornee, cuore, tutto destinato alla vendita negli ospedali militari, per legge in Cina chi riceve un organo non può chiederne la provenienza, né tanto meno i parenti del condannato possono vedere il cadavere, perché sempre per legge i corpi vengono cremati, cancellando così ogni traccia di misfatto. La copertura usata fino ad ora dal governo è che: “ogni espianto è autorizzato dai condannati a morte”, cosa difficile da credere visto che in Cina il corpo è considerato sacro, quindi intoccabile anche dopo la morte.

    Per ogni giustiziato a cui vengono “presi” gli organi un soldato riceve 40 dollari di premio.
    Wang Guoqi, un medico militare cinese dei Laogai, fuggito negli Stati Uniti ha confessato al noto quotidiano Guardian che illegalmente ai giustiziati veniva prelevata subito dopo l’esecuzione anche la pelle, destinata poi alle industrie cosmetiche europee e che un rene valeva fino a 30 mila dollari, lo stesso Wang Guoqi ha ammesso di aver preso parte ad un centinaio di espianti non autorizzati.
    Le storie che trapelano dai dissidenti fuggiti dai campi sono tantissime, come le violenze da parte dei soldati verso i rinchiusi: molte donne vengono stuprate, e per quelle che dovessero avere una gravidanza concepita dallo stupro, l’aborto forzato con metodi rudimentali, anche all’ottavo mese.

    Oggi, il nemico giurato dei Laogai si chiama Harry Wu: detenuto per 19 anni nei campi di concentramento solo per aver manifestato le sue simpatie per la democrazia. Harry Wu, ora è cittadino americano ed ha fondato la Laogai Research Foundation, un’organizzazione no-profit che divulga e fa conoscere al mondo questa orribile realtà. Per anni Harry Wu ha viaggiato tra Cina e Stati Uniti con la copertura di diplomatico o imprenditore per indagare e provare quale fosse l’effettiva provenienza delle merci cinesi.
    Tra le varie campagne in atto dalla Laogai Research Foundation c’è quella di boicottare prodotti che riportano l’etichetta “Made in China”, anche se come dice lo stesso Wu: “il problema è che molti di questi articoli lavorati nei campi riportano marchi europei o statunitensi”. Sempre Harry Wu propone di ostacolare questo tipo di commercio, non acquistando merci facili da identificare e da isolare ,come i giocattoli, e facendo conoscere questa situazione anche ai propri governi attraverso lettere e petizioni.

    Sapere con precisione il numero dei Laogai è impossibile, perché il governo li nasconde o li chiude per poi aprirne di nuovi in luoghi e province diverse, depistando così organizzazioni per la difesa
    dei diritti umani come Amnesty International o Human Rights Watch, si stima che attualmente ci siano più di 1000 campi e circa 6 milioni di detenuti.

    In Italia siamo bombardati di notizie che parlano delle nuove economie, di come, a lungo andare le nuove industrie tessili orientali distruggeranno le nostre piccole imprese, della concorrenza spietata e delle proposte del governo di mettere dazi alla nuova imprenditoria cinese; quello che noi
    conosciamo però, è soltanto una facciata dell’economia di una nazione che sta basando tutto il suo potere sulla privazione di un diritto che a nessun essere umano dovrebbe essere mai negato, la dignità.

    Angelo Calianno.

    E' in atto un'importante campagna di boicottaggio per combattere queste azioni disumane, visitate il sito

    www.boycottmadeinchina.org
    oppure www.laogai.org

    Grazie ad Amy della Laogai Research Foundation per l'aiuto e le foto in questo articolo.

    Thanks to Amy from the Laogai Research Foundation, for the information, pictures and support.

    esecuzioni nei laogai 3esecuzionelaogai2

  • UNA LISTA DI SITI INTERESSANTI

    Per alcune informazioni interessanti prima di partire, date un'occhiata a questi siti:

    www.edt.it (sito di miniguide on line, su brevi informazioni prima di partire.

    www.vagabondo.net (continene anche un forum dove potrete chiedere informazioni sul paese che state per visitare o addirittura trovare un compagno di viaggio.

    Un importante sito di attualità alternativa da ogni parte del mondo è questo:

    www.peacereporter.net contiene anche un mio reportage dalla sierra Leone.

    provate anche www.beppegrillo.it
    ...scoprirete tantissime cose che ci nascondono..
    DON CHISCIOTTE1
    Un sito assolutamente da visitare per tutti i Cistranesi e non (o come qualcuno ci chiama i CISTERCENSI) è:

    www.cisterninoinfuga.it

  • LE BAMBINE DEL DESERTO DI SALE, UNA STORIA BOLIVIANA

    MERCATOLe bambine del deserto di sale si svegliano presto la mattina, le bambine del Salar non fanno molta strada per andare al lavoro:gli basta attraversare la strada. Le bambine del deserto hanno 8 e 10 anni, le due sorelle hanno molti nomi ma nessuno se ne ricorda mai. Le bambine del deserto le puoi trovare durante il tuo viaggio, inginocchiate per terra con gli occhi bassi davanti ad un grosso cumulo di sale; le due sorelle lavorano come una fabbrica, la più grande mette il sale con le piccole mani dentro sacchetti di plastica trasparente, la più piccola le sigilla avvicinando il sacchetto ad una candela. Le puoi fotografare, le bambine del deserto di sale, ma dovrai dare un piccolo contributo al loro padre, le bambine non ti sorrideranno perché sono da un’altra parte. Qualcuno alle bambine ha regalato delle matite, ma non sanno che farsene, perché nessuno gli ha detto come si fa a scrivere.

    Le bambine del Salar a volte le puoi trovare in un’immensa distesa di sale grande 13 000Km quadrati che aiutano loro zio a mettere insieme i cumuli che dovranno essere lavorati. Allora le bambine del deserto avranno il volto completamente coperto perché i raggi riflessi su quello splendore bianco per loro non sono altro che pericolo di ustione e tanta fatica. Le bambine del deserto la notte hanno freddo e si stringono l’una con l’altra, le bambine del deserto non sanno bene cosa sperare perché non sanno dove guardare, le due piccole sorelle a volte si chiederanno se tutti i bambini del mondo hanno il loro mucchietto da sistemare.

    E chissà se in Cile. Brasile, Argentina o Colombia, Uruguay o nel resto del continente la gente si chiederà mai chi ha chiuso quel sacchetto.

    Le bambine del Salar non vedono l’ora che arrivino le 10 per il primo spuntino e poi le 12 per la zuppa calda, le bambine del deserto non vi diranno mai ”siamo stanche”, perché nessuno gli ha insegnato come si fa.

    Le bambine del deserto di sale dentro forse hanno il sorriso più grande che voi possiate immaginare ma lo terranno lì dentro di loro o per i loro piccoli grandi momenti di felicità.

    Non so se le bambine del deserto sognano mai di andare via da quella capanna di legno e pietra, ma tanto.... nessuno gli darà mai questa scelta.

    Dedicato al popolo Boliviano alla libertà che cercano di conquistare ed ai loro sogni. Qualsiasi essi siano.

  • BOLIVIA, 2003

    Ecco il piccolo racconto di viaggio del mio viaggio in Bolivia, apparso su www.vagabondo.net nel 2003

    Laguna VerdeStatua del TIO(miniera di Potosì)TUPIZA

    Da qualche tempo scrutavo l’atlante affascinato dal Sud America in cerca di un viaggio che avevo troppo spesso rimandato per colpa degli altissimi prezzi degli aerei, ma ormai non potevo più aspettare.
    La mia destinazione sarà quello che ho sempre considerato il più “vero”e intatto dei paesi sud americani:la Bolivia.
    Il mio viaggio comincia dal Cile: per via dell’altitudine e delle difficoltà d’atterraggio e manovra sono poche le compagnie che volano direttamente in Bolivia, di conseguenza i prezzi sono maggiori, atterrando a Santiago de Cile risparmierò circa 300 euro.
    Santiago mi si presenta come una metropoli dove tutto sembra non fermarsi mai, non parlo spagnolo ma la gente sembra cordialissima e disponibile, ma non è quello che cerco, il richiamo della Bolivia e di quello che potrò incontrare è troppo forte.
    Dopo una notte all’hostelling internazionale di Santiago cominciosubito con una delle cose che caratterizzeranno questo viaggio: gli spostamenti in pullman.
    Da Santiago comincia il mio viaggio verso Arica, una città molto europea al nord del Cile; dopo solo 30 ore arrivo ad Arica; qui incontro Marcos ed Omar, due arzilli vecchietti che sentendo il mio spagnolo improvvisato e la mia area spaesata si offrono di darmi una mano.
    Così sono ospitato con loro a casa di una signora pienotta dai modi gentili. Qui comincio ad assaggiare la zuppa piena d’ogni ortaggio possibile e immaginabile, a cena cerco di parlare e farmi capire ma loro mi sconsigliano nella maniera più assoluta la Bolivia, dicendo di stare attento a qualsiasi cosa bevo, mangio ecc., ma so anche che c’è molto razzismo da parte dei cileni verso i boliviani, anni di guerre non si cancellano molto facilmente.
    Lascio tra abbracci e raccomandazioni i primi due cari amici che ho incontrato in questo viaggio.
    Salgo sul bus che mi porterà a La Paz.
    Arica da la Paz dista 7 ore, partendo dal livello del mare su per 4800 km, ma quello che si presenta ai miei occhi è incredibile, il paesaggio delle Ande conoscevo le lagune piene di fenicotteri nel bel mezzo di strade aride e dissestate sembra un quadro di Van Gogh nel mezzo di una stazione di un paese di mille abitanti.
    Dopo il posto di frontiera finalmente io e il mio zaino arriviamo a La Paz, è una delle città più caotiche che io abbia mai visto, ma non trovo traccia di tutto quello di cui sono stato avvisato e vale a dire code di mendicanti che vogliono strapparmi tutto quello che addosso, anzi passo con perfetta indifferenza della gente.
    “Perdersi a La Paz è praticamente impossibile” recita un passo della mia Lonely Planet, ma io ci riesco anche lì; ma grazie a un giovane vestito come John Travolta raggiungo il mio primo alloggio Boliviano, gli alloggi economici in Bolivia costano intorno ai 2 dollari e 50 a notte,e tutti hanno pile enormi di coperte(fa molto freddo di notte), ma non fate affidamento sulle docce calde.
    Esco in giro per i mercati e riesco a stento a farmi largo tra la gente; stanco mi riposo in un ristorante: in tutta la Bolivia si può ordinare “una colazione”,”un pranzo” o “una cena” che costano tutte più o meno 1 euro e 50 e sono molto abbondanti.
    La mia cena è una quasi mitica: zuppa e un bel pezzo di manzo con riso patate e pollo.
    Giro per il mercado negro e il museo della coca e degli strumenti musicali, ma La Paz è ancora troppo civile per me, ho voglia di qualcosa che non ho mai visto.
    I giorni seguenti passano rapidamente, mi muovo sempre in bus a volte anche per 15 ore (è l’unico modo di spostarsi in maniera sicura ed economica in Bolivar circa 4 dollari).
    Il mio percorso si sposta a sud verso la primaverile Cochabamba dove incontro un missionario del mio paese e bevo un ottimo caffè italiano.
    Ormai il mio spagnolo è quasi sufficiente e ho acquistato il soprannome di “ANGEL EL VAGO”datomi dai ragazzi della missione, vuol dire vagabondo ma in senso molto più ampio, qualcuno senza terra e legami, con la voglia di esplorare.
    Mi rilasso nella seconda capitale della Bolivia: Sucre,che è una sorta di Firenze Boliviana, qui faccio acquisti e mangio saltenas, degli squisiti pasticci di carne e verdure in vendita nelle bancarelle.
    Passo le giornate chiacchierando con i campesinos (indigeni del luogo che lavorano come contadini)e scopro che c’è in atto una protesta e che presto tutta la Bolivia sarà in sciopero.
    Non molto spaventato proseguo a sud arrivo a Potosì, una città di minatori; qui pagando circa 10 dollari è possibile scendere muniti di tuta e casco nelle miniere: non posso perderlo.
    Siamo in 5 a scendere e quello che vedo è incredibile, gente che passa 12 ore masticando foglie di coca lavorando con punteruolo e martello. Nel sottosuolo ci sono parecchie statue del diavolo che loro chiamano TIO(ZIO) mai Diablo, queste statue sono circondate da piccoli doni(alcol, sigarette, foglie di coca) affinché lo Zio non si arrabbi per quello che stanno prendendo dal sottosuolo, che secondo la tradizione è di proprietà del Diavolo.

    Dopo circa 4 ore a quasi 40 metri sotto terra (sconsigliatissimo ai claustrofobici), comincio a vedere i primi effetti della protesta, dei minatori fanno esplodere dei candelotti di dinamite davanti al municipio.
    Paralando con altri turisti nell’alberghetto scopro itinerari che non conoscevo, il deserto di sale e i canyon di Tupiza.
    Mi metto in viaggio verso quest’ultima; laggiù in un paesaggio da far west morirono Buch Cassidy e Sundance Kid, i due famosi banditi del selvaggio west morti in un piccolo villaggio del sud Bolivia nel 1908.
    Alcuni hotel organizzano dei giri a cavallo lungo i percorsi dei fuori legge, ma non ho abbastanza soldi per pagare commissioni così, vedo un ragazzino di 15 anni, il piccolo Diego detto Pana (pane),perché è figlio del fornaio del villaggio. Diego tiene per le briglie due cavalli ed è appena tornato da far fare un giro a dei turisti svizzeri un po’ tonti. Facciamo presto amicizia e in 20 minuti sperimento la mia prima volta a cavallo.
    Parliamo al tramonto lungo splendidi canyon e silenzi da duelli di vecchi pistoleri, io gli parlo dell’Italia e lui dei suoi sogni,della sua voglia di fare il veterinario. Diego studia la sera e lavora con i cavalli di giorno, tutto per un sogno ed è soltanto una delle fantastiche e romantiche storie che si possono incontrare laggiù
    . Ora trovare un trasporto è veramente difficile, a causa di scioperi e proteste contro le multinazionali e il governo che porta via il gas boliviano in tutto il mondo, ma io tra una settimana devo essere in Cile per riprendere l’aereo; vado in una piazzola dove partono jeep e camion dove incontro un ragazzo americano, insieme prendiamo un passaggio diretti ad Uyuni ,il punto di partenza per i deserti di sale e le lagune.
    Ad Uyuni ci sono tante agenzie o hotel che per circa 50 dollari organizzano tre giorni di viaggio attraverso deserti di sale e lagune, ma come per qualsiasi cosa in Bolivia bisogna contrattare, arriviamo a 28 dollari.
    Qui formiamo un piccolo gruppo, siamo in tutto in 7 in una formazione da barzelletta: un americano. un italiano, un francese, due sud africani, una venezuelana e un messicano.
    Il viaggio è un po’ duro, lo affrontiamo con scorte di acqua, saltenas e foglie di coca da masticare, ma quello che vediamo è quanto di più bello abbia mai visto: quasi 13000 km quadrati di sale, solo sale, un'enorme distesa che sembra neve e lagune colorate, bianche o verdi nel bel mezzo del nulla di rocce vulcaniche, con un freddo che sfiderebbe un pinguino (di notte anche - 20). Alterniamo due alloggii ,uno è l’albergo di sale, tutto fatto di sale dalle pareti ai granellini come pavimento, e uno, come ci hanno detto al momento dell’acquisto”basico”, uno dei posti più freddi e senza bagno che abbia mai visto, ma con una vista su laguna con fenicotteri che sembra venire da un pianeta lontano.
    Si parte all’alba per il viaggio che ci porterà fuori dalla Bolivia direzione Cile, veniamo a sapere che nel nord sono morte quasi 80 persone e più di 200 ferite negli scontri tra gli scioperanti e le forze dell’ordine, è passato quasi un mese da quando sono qui e non voglio lasciare questo paese, tutte le raccomandazioni e tutte le paure che mi avevano messo addosso in Italia prima della partenza non esistono più, durante i miei viaggi non ho mai visto tanta dignità affiancata alla povertà. L’unica cosa che rovina questo paese è l’influenza e la prepotenza dell’occidente. Quando sono tornato alla domanda ”com’era”? Avrei voluto dire “non andateci”in modo da proteggere quella terra, ma sarebbe stato affrettato, l’unico consiglio che avrei è rispettate qualsiasi cosa vedrete.

    INFORMAZIONI UTILI:

    1) La Bolivia è estremamente economica, con 250 euro ci si può stare tranquillamente per un mese, acquisti compresi, certo sempre in alloggi economici.

    2) Non abbiate paura di contrattare, fatelo sempre e con allegria è nella loro tradizione.

    3) Sono stato lì durante una pericolosa agitazione, tuttavia la Bolivia è una delle nazioni più calme del mondo, ma dalle manifestazioni in piazza dove ci sono polizia ed esercito è meglio stare alla larga.

    4) Diffidate da chiunque si avvicini dicendo di essere un poliziotto o un funzionario in borghese, in BOLIVIA NON ESISTONO: hanno tutti una divisa, dite che dovete tornare in albergo o meglio fate finta di non capire.

  • LONDRA 2002

    Spesso ricevo mail di ragazzi che mi chiedono consigli ed informazioni su Londra, ecco qui quello che scrissi ben 4 anni fa (quanto vola il tempo?) su Londra per il sito di www.vagabondo.it
    , i prezzi sono leggermente cambiati...ma i consigli sono sempre attuali....

    Forse un po' banale come meta, forse ha sempre rappresentato un po' tutto quello che cerco di evitare e cioè migliaia di turisti famelici e opportunisti e gente senza scrupoli, forse per vedere fino a che punto il viaggio in Africa mi aveva modificato, forse per tutto questo, sono arrivato a Londra.
    Arrivo a Londra un piovossisimo sabato sera con l'ormai famoso volo della Ryan, assaggiando per la prima volta la mitica metropolitana, con relativo sbaglio di stazioni tra Circle line e la District line, due linee che viaggiano parallale fin quando una (di solito quella che prendi tu) si stacca per andare a est, facendoti capire che sei ancora un italiano a Londra.
    Esco dalla stazione dopo essere stato quasi travolto da un centinaio di persone con sacchi della spessa e sandwich al formaggio che non fanno molto caso al mio enorme zaino da campeggio; senza nessuna voglia di girare arrivo al mio ostello, mio perchè mi sembrava il piu conviniente e su internet non ne avevo trovati molti altri: il London College Hotel in Kensinton Gardens Square.
    Per 12 sterline a notte entro in una camera, pulita, dividendola con altre 9 persone tra cui australiani, francesi e neozelandesi:comincio ad assaporare il sapore cosmoplita di Londra. Negli ostelli di Londra c'è questo sapore fantastico, e cioè quasi tutti partono da zero, senza competizione o scrupoli, quasi tutti quelli che sono qui,compreso il sottoscritto, cercano qualcosa che gli dia da vivere almento per un po' di tempo.
    Mi faccio un giro non capendo bene ancora di essere in una delle citta' piu' care del mondo, ma me ne accorgo ben presto:un caffè orribile 1,50 sterline, cioè quasi 2,50 euro, e qualsiasi piatto in qualsiasi in zona uno costa tra le 5 e le 6 sterline. Ma ci sono delle oasi per vagabondi dove si puo' mangiare a basso costo: la catena Deep pan Pizza offre un buffet dove si puo' mangiare quanto si vuole per la modica cifra di 4.65 sterline(bevande escluse).
    La domenica cerco un rifugio per non frami travolgere dalle ondate di turisti che arrivano ogni weekend in questo posto; degli inglesi ci sono mille cose che non vanno ma di una cosa bisogna rendergli atto, hanno dei parchi eccezionali, uno dei quali è Kensinton Gardens. Consumo lì un sandwich su di una panchina guardando gente che corre, gioca a pallone, porta a spasso il cane o si bacia, e qualcuno bacia anche il cane.
    Purtroppo, differenza di un turista, io devo cercarmi da vivere e iscrivermi ad un buon college per prendermi un piccolo attestato e possibilimente non morire di fame. Per il college a Londra non ci sono problemi: per 160 sterline ci sono corsi di 6 e 9 mesi che garantiscono un diploma approvato da Cambridge, per il secondo punto invece ho molta piu' difficolta'.
    Comincio a fare un po' di porta a porta, ma, a differenza di quello che mi aspettavo i crudi no di tutti i ristoranti italiani sono andati avanti per più 15 giorni, nei quali stavo per finire i soldi.
    Ma vagabondando per metropolitane e piazze, cominciavo a familiarizzare con tutte e due le parti di Londra: quella puramente turistica e formale di Covent Garden, Piccadilly Circus, ecc. e quella piu' pittoresca e colorata di Cadmen Town e Brixton. Questo fermandomi ad ogni ristorante per chidere lavoro e davanti ad ogni bar o pub annotandone l'indirizzo per quando avrei fatto qualche soldo per entrarci.
    Intanto la vita d'ostello, per colpa del personale addetto, cominciava ad essere un tantino estrema: in questo posto facilmente si puo' trovare qualcuno che dorme nel tuo letto per una prenotazione sbagliata, quindi dopo una faticosa giornata di ricerche magari mi tocca anche una dormita su un tavolo da biliardo scomodo anche per un fachiro.
    Cambio ostello e trovo L'Hyde Park Inn all'Inverness Terrace 48-50, proprio di fronte alla stazione di Queensway.
    Qui il personale è molto piu' gentile, con due ragazze tatuate che mi accolgono con simpatia. Dormo con 2 ragazze francesi, un canadese, uno di Singapore, una mia amica italiana venuta a trovarmi ed un tipo che non sono mai riuscito a capire di che nazionalita' fosse.
    Con la mia amica continuamo il vagabondaggio per Londra accorgendoci di quanto forse troppo grande era l'idea che ci eravamo fatti di questa citta': e cioè in realtà la notte è quasi spenta.
    Per carità, è vero che è pieno di locali aperti anche che di notte dopo le 3, ma:

    A) non è facile da trovarli e se giri da solo per strada è praticamente impossibile;

    B) anche se li conosci la maggior parte sono club di cui devi essere socio;

    C) sono parecchio costosi.

    --------------------------------------------------------------------------------

    Quindi per chi come noi vuole vagabondare e girare di notte magari facendo qualche sosta in qualche sorta di bar non c'è molta speranza.
    Se a Londra volete comprare alcolici di notte è possibile farlo in tutti gli shop pagando un piccolo extra, questo la dice lunga sul presunto controllo che c'èqui. Giriamo in due quasi inorriditi ogni volta che sentiamo parlare italiano, al centro sembra la lingua predominante e questo cozza con tutta la mia voglia di novita' che un vagabondo si aspetta da un nuovo viaggio.
    Cerco di approfittare di tutto quello che posso fare gratis a Londra mentre cerco un lavoro. Mi ritrovo nei musei: la National Gallery e il British Museum dove ci sono quadri saccheggiati da mezzo mondo (compresi i nostri) e opere per tutti i gusti, giro i megastore musicali per ascoltare musica nelle piccole stazioni di ascolto, annotando cd che magari comprero'con il primo stipendio. Londra si puo' rivelare un paradiso per gli amanti della musica: oltre alla varieta' di materiale che si trova ovunque, ci sono locali con musica dal vivo in particolare piccoli club, tra tutti segnalo il BORDERLINE (metro Tottenham Court Road), spesso qui gruppi famosi vengono a esibirisi sotto falso nome, l'ingresso costa dalle 3 ale 8 sterline.
    Devo industriarmi per mangiare,anche le 4.95 del Deep pan cominciano a diventare troppe, cosi' scopro che in parecchi supermercati in Bayswater c'è la sezione dove si puo' comprare dell'ottimo pollo già arrostito, per 4 sterline e mezzo pollo per 2, quindi per ora mangio cosi'.
    Vagabonando per trovare lavoro sento un bambino di circa 5 anni urlare:"MAMMA!!!" e cosi' dopo i convenevoli siamo in due per Covent Garden disperati, lui per la mamma e io per il lavoro.
    Dopo mezz'ora lui ha piu' successo di me e troviamo la mamma.
    Però trovo lavoro il giorno dopo: una settimana di prova in un ristorante italiano;sono fuori dopo 4 giorni: cercano qualcuno che parli perfettamente inglese.
    Decido di prendere una lista di ristoranti fuori dal centro e qualche indirizzo preso dall'Italia e mi sposto nelle zone 3 e 4. In un colloquio ho successo, certo devo trovare un compromesso come sentirmi dire deteminate cattiverie gratuite, un po' di sfruttamento, ma la forza dei vagabondi infondo è essere di passaggio, quindi cerco di superarlo.
    Devo spostarmi dall'ostello:troppo lontano quindi a malincuore saluto gente da tutto il mondo e trovo casa sul Loot, un giornle di annunci, credo molto utile a parecchi vagabondi che si vogliono stabilire per un po'.
    . Dopo tanta sfiga un colpo di fortuna: la casa è di fronte al lavoro.
    Ora, sono a Londra da due mesi, divido casa con un grosso simpatico ragazzone irlandese. Ho scoperto che uno dei modi piu' belli per mangiare è farlo nei pub dove con circa 4 sterline si mangia davvero da dio, e dove (ovvio, in posti piccoli e fuori dal centro) si possono passare interi pomeriggi a bere birra e leggere un libro quando la pioggia e il vento ti tengono bloccato.
    Non parlo del London Bridge o del Tamigi perchè forse si conoscono cosi' tanto che è come se tutti ci fossero stati, anche se di notte sono qualcosa di magico.
    L'unica cosa che vorrei aggiungere è che sicuramente non è facile all'inizio, ma si trova sempre un impiego, che Londra è da vivere per un po', ma spesso si sente il bisogno di aria un po' piu' pura, che non ho mai conosciuto cosi' tante storie come quelle ascoltate qui....l'effetto che ha avuto Londra su di me? Sto progettando il prossimo viaggio......

    Consigli utili(da amico)

    - Qualsiasi cosa dovete comprare evitate di farlo nei negozi di souvenir che troverete appena arrivati, cioè dove vendono magliette, portachiavi, ecc. Qualsiasi cosa nei mercati la trovate a meno della meta'.

    - Per viaggiare un giorno, indipendentemnte da che ora partite, fatevi la travel card giornaliera: potete prendere tutti i bus, treni e metropolitane per 4 zone e costa 4,40 sterline, mentre un biglietto singolo sola andata e solo per la metroplitanta costa piu' di 2 sterline. Importante, ogni volta che prendete la metropolitana quando sta arrivando, leggete cosa c'èscritto davanti: è la destinazione....eviterete di perdevi.

    Prendete una guida Lonely Planet prima di partire: è la piu' utile.

    Buon viaggio.
    A.

  • A TUTTI I FANS DEI PEARL JAM

    tenA tutti i fans dei Pearl Jam.
    I P.J. saranno a Londra il 20 di aprile...ma i biglietti sono già sold out.

    Da maggio comincerà il tour mondiale che si spera porterà i Pearl Jam anche in Italia, (Roma e Milano).
    Nel frattempo è possibile scaricare da internet il nuovo singolo
    World Wide Suicide, ecco in anteprima sul blog il testo della canzone.

    WORLD WIDE SUICIDE
    [lyrics Eddie Vedder - music: Stone Gossard]

    I felt the earth on Monday
    It moved beneath my feet
    In the form of a morning paper
    Laid out for me to see

    Saw his face in a corner picture
    I recognized the name
    Could not stop staring at the
    Face I'd never see again

    It's a shame to awake in a world of pain
    What does it mean when a war has taken over?

    It's the same everyday in a hell manmade
    What can be saved, and who will be left to hold her?

    The whole world...world over
    It's a worldwide suicide
    The whole world...world over
    It's a worldwide suicide

    Medals on a wooden mantle
    Next to a handsome face
    That the president took for granted
    Writing checks that others pay

    And in all the madness
    Thought becomes numb and naive
    So much to talk about
    Nothing for to say

    It's the same everyday and the wave won't break
    Tell you to pray, while the devils on their shoulder
    Laying claim to the take that our soldiers save
    Does not equate, and the truth's already out there

    The whole world... world over
    It's a worldwide suicide
    The whole world... world over
    It's a worldwide suicide

    Looking in the eyes of the fallen
    You got to know there's another,
    another, another, another,
    Another way

    It's a shame to awake in a world of pain
    What does it mean when a war has taken over?

    It's the same everyday and the wave won't break
    Tell you to pray, while the devils on their shoulder

    The whole world... world over
    It's a worldwide suicide
    The whole world... world over
    It's a worldwide suicide

    The whole world... world over
    It's a worldwide suicide
    The whole world... world over
    It's a worldwide suicide

  • I bambini di Kabala (Sierra Leone del nord)

    children

  • MAI PIù BAMBINI SOLDATO

    Matteo quella mattina si svegliò di mala voglia, quella mattina fu come se da qualche parte nella sua testa sapesse già cosa stesse per succedere, ma fu soltanto uno dei tanti pensieri di un 11enne.

    Juan quella mattina fu svegliato dal suo comandante, aveva 5 minuti per uscire dalla tenda ed essere pronto davanti a lui. Juan quel giorno, avrebbe avuto un ordine e lo avrebbe eseguito come sempre, anche Juan aveva 11 anni,ma non aveva più pensieri.

    Matteo fece colazione, sua madre gli diede un bacio sulla fronte prima di andare a scuola, Matteo non ne aveva voglia, ma anche lui eseguì il suo ordine.

    Dopo 4 minuti Juan era già fuori con il suo fucile in mano, il suo compito oggi non era una semplice guardia come l’altra mattina, il suo compito oggi sarebbe stato secondo quello che diceva il comandante ….diventare un uomo.

    Matteo prese l’autobus, scherzò un po’ con Francesco il suo migliore amico. Si lamentarono del giorno che avrebbero dovuto affrontare, di quanto stanchi fossero della solita colazione, e di quanto volessero uno zaino nuovo.

    Juan non mangiò nulla, lo stomaco gli si chiuse, anche lui quella mattina vide il suo migliore amico Ramon, ma non riuscì a parlare.
    Ramon quella mattina aveva cercato di scappare dal campo, aveva disobbedito ad un ordine.

    Matteo e Francesco scesero dal bus che ormai aveva raggiunto la scuola, Matteo fece uno sgambetto a Francesco, Francesco lo spinse e arrivarono così contro il cancello della scuola; con nessuna voglia di entrarci, si fecero una promessa; una di quelle promesse che forse si è capaci di fare solo quando si è 11enni: amici per sempre.

    Juan aveva una pistola puntata alla tempia, se non avesse sparato a Ramon sarebbe toccato a lui.
    Juan doveva dimostrare di essere un uomo, uccidere il traditore, da quel momento Ramon non poteva più il suo migliore amico, ma un traditore.
    Il grilletto del fucile di Juan era troppo pesante, ma la pistola del comandante premeva forte contro la testa:”spara, spara hijo, fai vedere che sei un uomo”.
    Ramon non chiudeva gli occhi, gli aveva fissi su Juan, anche dopo che Juan sparò, dopo che il suo cuore smise di battere e dopo che il suo cervello smise di emettere pensieri, anche allora gli occhi di Ramon furono ancora aperti.
    Anche Juan e Ramon la notte prima si dissero:amici per sempre.

    Matteo si fermò un attimo, come se avesse udito qualcosa, come se qualcuno da un’altra parte del mondo, in un altro continente l’avesse chiamato, Matteo sentì una specie di fitta allo stomaco, e un brivido di paura dietro la schiena, si girò, ma non c’era nessuno..forse era stato soltanto un altro pensiero di un bambino di 11 anni.
    Entrò a scuola e in classe aveva già dimenticato il brivido di qualche minuto prima, infondo a quell’età la testa è piena di pensieri, come tutti gli 11enni del mondo.

    Angelo Calianno

Visitors counter
Page views total:
67828
Page views today:
26
Visitors total:
30633
Visitors today:
18
Recently listened on Last.fm

Please configure your last.fm widget.

Footer:

The content of this website belongs to a private person, blog.co.uk is not responsible for the content of this website.