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Posts archive for: 4 April, 2006
  • I bambini di Kabala (Sierra Leone del nord)

    children

  • MAI PIù BAMBINI SOLDATO

    Matteo quella mattina si svegliò di mala voglia, quella mattina fu come se da qualche parte nella sua testa sapesse già cosa stesse per succedere, ma fu soltanto uno dei tanti pensieri di un 11enne.

    Juan quella mattina fu svegliato dal suo comandante, aveva 5 minuti per uscire dalla tenda ed essere pronto davanti a lui. Juan quel giorno, avrebbe avuto un ordine e lo avrebbe eseguito come sempre, anche Juan aveva 11 anni,ma non aveva più pensieri.

    Matteo fece colazione, sua madre gli diede un bacio sulla fronte prima di andare a scuola, Matteo non ne aveva voglia, ma anche lui eseguì il suo ordine.

    Dopo 4 minuti Juan era già fuori con il suo fucile in mano, il suo compito oggi non era una semplice guardia come l’altra mattina, il suo compito oggi sarebbe stato secondo quello che diceva il comandante ….diventare un uomo.

    Matteo prese l’autobus, scherzò un po’ con Francesco il suo migliore amico. Si lamentarono del giorno che avrebbero dovuto affrontare, di quanto stanchi fossero della solita colazione, e di quanto volessero uno zaino nuovo.

    Juan non mangiò nulla, lo stomaco gli si chiuse, anche lui quella mattina vide il suo migliore amico Ramon, ma non riuscì a parlare.
    Ramon quella mattina aveva cercato di scappare dal campo, aveva disobbedito ad un ordine.

    Matteo e Francesco scesero dal bus che ormai aveva raggiunto la scuola, Matteo fece uno sgambetto a Francesco, Francesco lo spinse e arrivarono così contro il cancello della scuola; con nessuna voglia di entrarci, si fecero una promessa; una di quelle promesse che forse si è capaci di fare solo quando si è 11enni: amici per sempre.

    Juan aveva una pistola puntata alla tempia, se non avesse sparato a Ramon sarebbe toccato a lui.
    Juan doveva dimostrare di essere un uomo, uccidere il traditore, da quel momento Ramon non poteva più il suo migliore amico, ma un traditore.
    Il grilletto del fucile di Juan era troppo pesante, ma la pistola del comandante premeva forte contro la testa:”spara, spara hijo, fai vedere che sei un uomo”.
    Ramon non chiudeva gli occhi, gli aveva fissi su Juan, anche dopo che Juan sparò, dopo che il suo cuore smise di battere e dopo che il suo cervello smise di emettere pensieri, anche allora gli occhi di Ramon furono ancora aperti.
    Anche Juan e Ramon la notte prima si dissero:amici per sempre.

    Matteo si fermò un attimo, come se avesse udito qualcosa, come se qualcuno da un’altra parte del mondo, in un altro continente l’avesse chiamato, Matteo sentì una specie di fitta allo stomaco, e un brivido di paura dietro la schiena, si girò, ma non c’era nessuno..forse era stato soltanto un altro pensiero di un bambino di 11 anni.
    Entrò a scuola e in classe aveva già dimenticato il brivido di qualche minuto prima, infondo a quell’età la testa è piena di pensieri, come tutti gli 11enni del mondo.

    Angelo Calianno

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