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Posts archive for: 5 April, 2006
  • UNA LISTA DI SITI INTERESSANTI

    Per alcune informazioni interessanti prima di partire, date un'occhiata a questi siti:

    www.edt.it (sito di miniguide on line, su brevi informazioni prima di partire.

    www.vagabondo.net (continene anche un forum dove potrete chiedere informazioni sul paese che state per visitare o addirittura trovare un compagno di viaggio.

    Un importante sito di attualità alternativa da ogni parte del mondo è questo:

    www.peacereporter.net contiene anche un mio reportage dalla sierra Leone.

    provate anche www.beppegrillo.it
    ...scoprirete tantissime cose che ci nascondono..
    DON CHISCIOTTE1
    Un sito assolutamente da visitare per tutti i Cistranesi e non (o come qualcuno ci chiama i CISTERCENSI) è:

    www.cisterninoinfuga.it

  • LE BAMBINE DEL DESERTO DI SALE, UNA STORIA BOLIVIANA

    MERCATOLe bambine del deserto di sale si svegliano presto la mattina, le bambine del Salar non fanno molta strada per andare al lavoro:gli basta attraversare la strada. Le bambine del deserto hanno 8 e 10 anni, le due sorelle hanno molti nomi ma nessuno se ne ricorda mai. Le bambine del deserto le puoi trovare durante il tuo viaggio, inginocchiate per terra con gli occhi bassi davanti ad un grosso cumulo di sale; le due sorelle lavorano come una fabbrica, la più grande mette il sale con le piccole mani dentro sacchetti di plastica trasparente, la più piccola le sigilla avvicinando il sacchetto ad una candela. Le puoi fotografare, le bambine del deserto di sale, ma dovrai dare un piccolo contributo al loro padre, le bambine non ti sorrideranno perché sono da un’altra parte. Qualcuno alle bambine ha regalato delle matite, ma non sanno che farsene, perché nessuno gli ha detto come si fa a scrivere.

    Le bambine del Salar a volte le puoi trovare in un’immensa distesa di sale grande 13 000Km quadrati che aiutano loro zio a mettere insieme i cumuli che dovranno essere lavorati. Allora le bambine del deserto avranno il volto completamente coperto perché i raggi riflessi su quello splendore bianco per loro non sono altro che pericolo di ustione e tanta fatica. Le bambine del deserto la notte hanno freddo e si stringono l’una con l’altra, le bambine del deserto non sanno bene cosa sperare perché non sanno dove guardare, le due piccole sorelle a volte si chiederanno se tutti i bambini del mondo hanno il loro mucchietto da sistemare.

    E chissà se in Cile. Brasile, Argentina o Colombia, Uruguay o nel resto del continente la gente si chiederà mai chi ha chiuso quel sacchetto.

    Le bambine del Salar non vedono l’ora che arrivino le 10 per il primo spuntino e poi le 12 per la zuppa calda, le bambine del deserto non vi diranno mai ”siamo stanche”, perché nessuno gli ha insegnato come si fa.

    Le bambine del deserto di sale dentro forse hanno il sorriso più grande che voi possiate immaginare ma lo terranno lì dentro di loro o per i loro piccoli grandi momenti di felicità.

    Non so se le bambine del deserto sognano mai di andare via da quella capanna di legno e pietra, ma tanto.... nessuno gli darà mai questa scelta.

    Dedicato al popolo Boliviano alla libertà che cercano di conquistare ed ai loro sogni. Qualsiasi essi siano.

  • BOLIVIA, 2003

    Ecco il piccolo racconto di viaggio del mio viaggio in Bolivia, apparso su www.vagabondo.net nel 2003

    Laguna VerdeStatua del TIO(miniera di Potosì)TUPIZA

    Da qualche tempo scrutavo l’atlante affascinato dal Sud America in cerca di un viaggio che avevo troppo spesso rimandato per colpa degli altissimi prezzi degli aerei, ma ormai non potevo più aspettare.
    La mia destinazione sarà quello che ho sempre considerato il più “vero”e intatto dei paesi sud americani:la Bolivia.
    Il mio viaggio comincia dal Cile: per via dell’altitudine e delle difficoltà d’atterraggio e manovra sono poche le compagnie che volano direttamente in Bolivia, di conseguenza i prezzi sono maggiori, atterrando a Santiago de Cile risparmierò circa 300 euro.
    Santiago mi si presenta come una metropoli dove tutto sembra non fermarsi mai, non parlo spagnolo ma la gente sembra cordialissima e disponibile, ma non è quello che cerco, il richiamo della Bolivia e di quello che potrò incontrare è troppo forte.
    Dopo una notte all’hostelling internazionale di Santiago cominciosubito con una delle cose che caratterizzeranno questo viaggio: gli spostamenti in pullman.
    Da Santiago comincia il mio viaggio verso Arica, una città molto europea al nord del Cile; dopo solo 30 ore arrivo ad Arica; qui incontro Marcos ed Omar, due arzilli vecchietti che sentendo il mio spagnolo improvvisato e la mia area spaesata si offrono di darmi una mano.
    Così sono ospitato con loro a casa di una signora pienotta dai modi gentili. Qui comincio ad assaggiare la zuppa piena d’ogni ortaggio possibile e immaginabile, a cena cerco di parlare e farmi capire ma loro mi sconsigliano nella maniera più assoluta la Bolivia, dicendo di stare attento a qualsiasi cosa bevo, mangio ecc., ma so anche che c’è molto razzismo da parte dei cileni verso i boliviani, anni di guerre non si cancellano molto facilmente.
    Lascio tra abbracci e raccomandazioni i primi due cari amici che ho incontrato in questo viaggio.
    Salgo sul bus che mi porterà a La Paz.
    Arica da la Paz dista 7 ore, partendo dal livello del mare su per 4800 km, ma quello che si presenta ai miei occhi è incredibile, il paesaggio delle Ande conoscevo le lagune piene di fenicotteri nel bel mezzo di strade aride e dissestate sembra un quadro di Van Gogh nel mezzo di una stazione di un paese di mille abitanti.
    Dopo il posto di frontiera finalmente io e il mio zaino arriviamo a La Paz, è una delle città più caotiche che io abbia mai visto, ma non trovo traccia di tutto quello di cui sono stato avvisato e vale a dire code di mendicanti che vogliono strapparmi tutto quello che addosso, anzi passo con perfetta indifferenza della gente.
    “Perdersi a La Paz è praticamente impossibile” recita un passo della mia Lonely Planet, ma io ci riesco anche lì; ma grazie a un giovane vestito come John Travolta raggiungo il mio primo alloggio Boliviano, gli alloggi economici in Bolivia costano intorno ai 2 dollari e 50 a notte,e tutti hanno pile enormi di coperte(fa molto freddo di notte), ma non fate affidamento sulle docce calde.
    Esco in giro per i mercati e riesco a stento a farmi largo tra la gente; stanco mi riposo in un ristorante: in tutta la Bolivia si può ordinare “una colazione”,”un pranzo” o “una cena” che costano tutte più o meno 1 euro e 50 e sono molto abbondanti.
    La mia cena è una quasi mitica: zuppa e un bel pezzo di manzo con riso patate e pollo.
    Giro per il mercado negro e il museo della coca e degli strumenti musicali, ma La Paz è ancora troppo civile per me, ho voglia di qualcosa che non ho mai visto.
    I giorni seguenti passano rapidamente, mi muovo sempre in bus a volte anche per 15 ore (è l’unico modo di spostarsi in maniera sicura ed economica in Bolivar circa 4 dollari).
    Il mio percorso si sposta a sud verso la primaverile Cochabamba dove incontro un missionario del mio paese e bevo un ottimo caffè italiano.
    Ormai il mio spagnolo è quasi sufficiente e ho acquistato il soprannome di “ANGEL EL VAGO”datomi dai ragazzi della missione, vuol dire vagabondo ma in senso molto più ampio, qualcuno senza terra e legami, con la voglia di esplorare.
    Mi rilasso nella seconda capitale della Bolivia: Sucre,che è una sorta di Firenze Boliviana, qui faccio acquisti e mangio saltenas, degli squisiti pasticci di carne e verdure in vendita nelle bancarelle.
    Passo le giornate chiacchierando con i campesinos (indigeni del luogo che lavorano come contadini)e scopro che c’è in atto una protesta e che presto tutta la Bolivia sarà in sciopero.
    Non molto spaventato proseguo a sud arrivo a Potosì, una città di minatori; qui pagando circa 10 dollari è possibile scendere muniti di tuta e casco nelle miniere: non posso perderlo.
    Siamo in 5 a scendere e quello che vedo è incredibile, gente che passa 12 ore masticando foglie di coca lavorando con punteruolo e martello. Nel sottosuolo ci sono parecchie statue del diavolo che loro chiamano TIO(ZIO) mai Diablo, queste statue sono circondate da piccoli doni(alcol, sigarette, foglie di coca) affinché lo Zio non si arrabbi per quello che stanno prendendo dal sottosuolo, che secondo la tradizione è di proprietà del Diavolo.

    Dopo circa 4 ore a quasi 40 metri sotto terra (sconsigliatissimo ai claustrofobici), comincio a vedere i primi effetti della protesta, dei minatori fanno esplodere dei candelotti di dinamite davanti al municipio.
    Paralando con altri turisti nell’alberghetto scopro itinerari che non conoscevo, il deserto di sale e i canyon di Tupiza.
    Mi metto in viaggio verso quest’ultima; laggiù in un paesaggio da far west morirono Buch Cassidy e Sundance Kid, i due famosi banditi del selvaggio west morti in un piccolo villaggio del sud Bolivia nel 1908.
    Alcuni hotel organizzano dei giri a cavallo lungo i percorsi dei fuori legge, ma non ho abbastanza soldi per pagare commissioni così, vedo un ragazzino di 15 anni, il piccolo Diego detto Pana (pane),perché è figlio del fornaio del villaggio. Diego tiene per le briglie due cavalli ed è appena tornato da far fare un giro a dei turisti svizzeri un po’ tonti. Facciamo presto amicizia e in 20 minuti sperimento la mia prima volta a cavallo.
    Parliamo al tramonto lungo splendidi canyon e silenzi da duelli di vecchi pistoleri, io gli parlo dell’Italia e lui dei suoi sogni,della sua voglia di fare il veterinario. Diego studia la sera e lavora con i cavalli di giorno, tutto per un sogno ed è soltanto una delle fantastiche e romantiche storie che si possono incontrare laggiù
    . Ora trovare un trasporto è veramente difficile, a causa di scioperi e proteste contro le multinazionali e il governo che porta via il gas boliviano in tutto il mondo, ma io tra una settimana devo essere in Cile per riprendere l’aereo; vado in una piazzola dove partono jeep e camion dove incontro un ragazzo americano, insieme prendiamo un passaggio diretti ad Uyuni ,il punto di partenza per i deserti di sale e le lagune.
    Ad Uyuni ci sono tante agenzie o hotel che per circa 50 dollari organizzano tre giorni di viaggio attraverso deserti di sale e lagune, ma come per qualsiasi cosa in Bolivia bisogna contrattare, arriviamo a 28 dollari.
    Qui formiamo un piccolo gruppo, siamo in tutto in 7 in una formazione da barzelletta: un americano. un italiano, un francese, due sud africani, una venezuelana e un messicano.
    Il viaggio è un po’ duro, lo affrontiamo con scorte di acqua, saltenas e foglie di coca da masticare, ma quello che vediamo è quanto di più bello abbia mai visto: quasi 13000 km quadrati di sale, solo sale, un'enorme distesa che sembra neve e lagune colorate, bianche o verdi nel bel mezzo del nulla di rocce vulcaniche, con un freddo che sfiderebbe un pinguino (di notte anche - 20). Alterniamo due alloggii ,uno è l’albergo di sale, tutto fatto di sale dalle pareti ai granellini come pavimento, e uno, come ci hanno detto al momento dell’acquisto”basico”, uno dei posti più freddi e senza bagno che abbia mai visto, ma con una vista su laguna con fenicotteri che sembra venire da un pianeta lontano.
    Si parte all’alba per il viaggio che ci porterà fuori dalla Bolivia direzione Cile, veniamo a sapere che nel nord sono morte quasi 80 persone e più di 200 ferite negli scontri tra gli scioperanti e le forze dell’ordine, è passato quasi un mese da quando sono qui e non voglio lasciare questo paese, tutte le raccomandazioni e tutte le paure che mi avevano messo addosso in Italia prima della partenza non esistono più, durante i miei viaggi non ho mai visto tanta dignità affiancata alla povertà. L’unica cosa che rovina questo paese è l’influenza e la prepotenza dell’occidente. Quando sono tornato alla domanda ”com’era”? Avrei voluto dire “non andateci”in modo da proteggere quella terra, ma sarebbe stato affrettato, l’unico consiglio che avrei è rispettate qualsiasi cosa vedrete.

    INFORMAZIONI UTILI:

    1) La Bolivia è estremamente economica, con 250 euro ci si può stare tranquillamente per un mese, acquisti compresi, certo sempre in alloggi economici.

    2) Non abbiate paura di contrattare, fatelo sempre e con allegria è nella loro tradizione.

    3) Sono stato lì durante una pericolosa agitazione, tuttavia la Bolivia è una delle nazioni più calme del mondo, ma dalle manifestazioni in piazza dove ci sono polizia ed esercito è meglio stare alla larga.

    4) Diffidate da chiunque si avvicini dicendo di essere un poliziotto o un funzionario in borghese, in BOLIVIA NON ESISTONO: hanno tutti una divisa, dite che dovete tornare in albergo o meglio fate finta di non capire.

  • LONDRA 2002

    Spesso ricevo mail di ragazzi che mi chiedono consigli ed informazioni su Londra, ecco qui quello che scrissi ben 4 anni fa (quanto vola il tempo?) su Londra per il sito di www.vagabondo.it
    , i prezzi sono leggermente cambiati...ma i consigli sono sempre attuali....

    Forse un po' banale come meta, forse ha sempre rappresentato un po' tutto quello che cerco di evitare e cioè migliaia di turisti famelici e opportunisti e gente senza scrupoli, forse per vedere fino a che punto il viaggio in Africa mi aveva modificato, forse per tutto questo, sono arrivato a Londra.
    Arrivo a Londra un piovossisimo sabato sera con l'ormai famoso volo della Ryan, assaggiando per la prima volta la mitica metropolitana, con relativo sbaglio di stazioni tra Circle line e la District line, due linee che viaggiano parallale fin quando una (di solito quella che prendi tu) si stacca per andare a est, facendoti capire che sei ancora un italiano a Londra.
    Esco dalla stazione dopo essere stato quasi travolto da un centinaio di persone con sacchi della spessa e sandwich al formaggio che non fanno molto caso al mio enorme zaino da campeggio; senza nessuna voglia di girare arrivo al mio ostello, mio perchè mi sembrava il piu conviniente e su internet non ne avevo trovati molti altri: il London College Hotel in Kensinton Gardens Square.
    Per 12 sterline a notte entro in una camera, pulita, dividendola con altre 9 persone tra cui australiani, francesi e neozelandesi:comincio ad assaporare il sapore cosmoplita di Londra. Negli ostelli di Londra c'è questo sapore fantastico, e cioè quasi tutti partono da zero, senza competizione o scrupoli, quasi tutti quelli che sono qui,compreso il sottoscritto, cercano qualcosa che gli dia da vivere almento per un po' di tempo.
    Mi faccio un giro non capendo bene ancora di essere in una delle citta' piu' care del mondo, ma me ne accorgo ben presto:un caffè orribile 1,50 sterline, cioè quasi 2,50 euro, e qualsiasi piatto in qualsiasi in zona uno costa tra le 5 e le 6 sterline. Ma ci sono delle oasi per vagabondi dove si puo' mangiare a basso costo: la catena Deep pan Pizza offre un buffet dove si puo' mangiare quanto si vuole per la modica cifra di 4.65 sterline(bevande escluse).
    La domenica cerco un rifugio per non frami travolgere dalle ondate di turisti che arrivano ogni weekend in questo posto; degli inglesi ci sono mille cose che non vanno ma di una cosa bisogna rendergli atto, hanno dei parchi eccezionali, uno dei quali è Kensinton Gardens. Consumo lì un sandwich su di una panchina guardando gente che corre, gioca a pallone, porta a spasso il cane o si bacia, e qualcuno bacia anche il cane.
    Purtroppo, differenza di un turista, io devo cercarmi da vivere e iscrivermi ad un buon college per prendermi un piccolo attestato e possibilimente non morire di fame. Per il college a Londra non ci sono problemi: per 160 sterline ci sono corsi di 6 e 9 mesi che garantiscono un diploma approvato da Cambridge, per il secondo punto invece ho molta piu' difficolta'.
    Comincio a fare un po' di porta a porta, ma, a differenza di quello che mi aspettavo i crudi no di tutti i ristoranti italiani sono andati avanti per più 15 giorni, nei quali stavo per finire i soldi.
    Ma vagabondando per metropolitane e piazze, cominciavo a familiarizzare con tutte e due le parti di Londra: quella puramente turistica e formale di Covent Garden, Piccadilly Circus, ecc. e quella piu' pittoresca e colorata di Cadmen Town e Brixton. Questo fermandomi ad ogni ristorante per chidere lavoro e davanti ad ogni bar o pub annotandone l'indirizzo per quando avrei fatto qualche soldo per entrarci.
    Intanto la vita d'ostello, per colpa del personale addetto, cominciava ad essere un tantino estrema: in questo posto facilmente si puo' trovare qualcuno che dorme nel tuo letto per una prenotazione sbagliata, quindi dopo una faticosa giornata di ricerche magari mi tocca anche una dormita su un tavolo da biliardo scomodo anche per un fachiro.
    Cambio ostello e trovo L'Hyde Park Inn all'Inverness Terrace 48-50, proprio di fronte alla stazione di Queensway.
    Qui il personale è molto piu' gentile, con due ragazze tatuate che mi accolgono con simpatia. Dormo con 2 ragazze francesi, un canadese, uno di Singapore, una mia amica italiana venuta a trovarmi ed un tipo che non sono mai riuscito a capire di che nazionalita' fosse.
    Con la mia amica continuamo il vagabondaggio per Londra accorgendoci di quanto forse troppo grande era l'idea che ci eravamo fatti di questa citta': e cioè in realtà la notte è quasi spenta.
    Per carità, è vero che è pieno di locali aperti anche che di notte dopo le 3, ma:

    A) non è facile da trovarli e se giri da solo per strada è praticamente impossibile;

    B) anche se li conosci la maggior parte sono club di cui devi essere socio;

    C) sono parecchio costosi.

    --------------------------------------------------------------------------------

    Quindi per chi come noi vuole vagabondare e girare di notte magari facendo qualche sosta in qualche sorta di bar non c'è molta speranza.
    Se a Londra volete comprare alcolici di notte è possibile farlo in tutti gli shop pagando un piccolo extra, questo la dice lunga sul presunto controllo che c'èqui. Giriamo in due quasi inorriditi ogni volta che sentiamo parlare italiano, al centro sembra la lingua predominante e questo cozza con tutta la mia voglia di novita' che un vagabondo si aspetta da un nuovo viaggio.
    Cerco di approfittare di tutto quello che posso fare gratis a Londra mentre cerco un lavoro. Mi ritrovo nei musei: la National Gallery e il British Museum dove ci sono quadri saccheggiati da mezzo mondo (compresi i nostri) e opere per tutti i gusti, giro i megastore musicali per ascoltare musica nelle piccole stazioni di ascolto, annotando cd che magari comprero'con il primo stipendio. Londra si puo' rivelare un paradiso per gli amanti della musica: oltre alla varieta' di materiale che si trova ovunque, ci sono locali con musica dal vivo in particolare piccoli club, tra tutti segnalo il BORDERLINE (metro Tottenham Court Road), spesso qui gruppi famosi vengono a esibirisi sotto falso nome, l'ingresso costa dalle 3 ale 8 sterline.
    Devo industriarmi per mangiare,anche le 4.95 del Deep pan cominciano a diventare troppe, cosi' scopro che in parecchi supermercati in Bayswater c'è la sezione dove si puo' comprare dell'ottimo pollo già arrostito, per 4 sterline e mezzo pollo per 2, quindi per ora mangio cosi'.
    Vagabonando per trovare lavoro sento un bambino di circa 5 anni urlare:"MAMMA!!!" e cosi' dopo i convenevoli siamo in due per Covent Garden disperati, lui per la mamma e io per il lavoro.
    Dopo mezz'ora lui ha piu' successo di me e troviamo la mamma.
    Però trovo lavoro il giorno dopo: una settimana di prova in un ristorante italiano;sono fuori dopo 4 giorni: cercano qualcuno che parli perfettamente inglese.
    Decido di prendere una lista di ristoranti fuori dal centro e qualche indirizzo preso dall'Italia e mi sposto nelle zone 3 e 4. In un colloquio ho successo, certo devo trovare un compromesso come sentirmi dire deteminate cattiverie gratuite, un po' di sfruttamento, ma la forza dei vagabondi infondo è essere di passaggio, quindi cerco di superarlo.
    Devo spostarmi dall'ostello:troppo lontano quindi a malincuore saluto gente da tutto il mondo e trovo casa sul Loot, un giornle di annunci, credo molto utile a parecchi vagabondi che si vogliono stabilire per un po'.
    . Dopo tanta sfiga un colpo di fortuna: la casa è di fronte al lavoro.
    Ora, sono a Londra da due mesi, divido casa con un grosso simpatico ragazzone irlandese. Ho scoperto che uno dei modi piu' belli per mangiare è farlo nei pub dove con circa 4 sterline si mangia davvero da dio, e dove (ovvio, in posti piccoli e fuori dal centro) si possono passare interi pomeriggi a bere birra e leggere un libro quando la pioggia e il vento ti tengono bloccato.
    Non parlo del London Bridge o del Tamigi perchè forse si conoscono cosi' tanto che è come se tutti ci fossero stati, anche se di notte sono qualcosa di magico.
    L'unica cosa che vorrei aggiungere è che sicuramente non è facile all'inizio, ma si trova sempre un impiego, che Londra è da vivere per un po', ma spesso si sente il bisogno di aria un po' piu' pura, che non ho mai conosciuto cosi' tante storie come quelle ascoltate qui....l'effetto che ha avuto Londra su di me? Sto progettando il prossimo viaggio......

    Consigli utili(da amico)

    - Qualsiasi cosa dovete comprare evitate di farlo nei negozi di souvenir che troverete appena arrivati, cioè dove vendono magliette, portachiavi, ecc. Qualsiasi cosa nei mercati la trovate a meno della meta'.

    - Per viaggiare un giorno, indipendentemnte da che ora partite, fatevi la travel card giornaliera: potete prendere tutti i bus, treni e metropolitane per 4 zone e costa 4,40 sterline, mentre un biglietto singolo sola andata e solo per la metroplitanta costa piu' di 2 sterline. Importante, ogni volta che prendete la metropolitana quando sta arrivando, leggete cosa c'èscritto davanti: è la destinazione....eviterete di perdevi.

    Prendete una guida Lonely Planet prima di partire: è la piu' utile.

    Buon viaggio.
    A.

  • A TUTTI I FANS DEI PEARL JAM

    tenA tutti i fans dei Pearl Jam.
    I P.J. saranno a Londra il 20 di aprile...ma i biglietti sono già sold out.

    Da maggio comincerà il tour mondiale che si spera porterà i Pearl Jam anche in Italia, (Roma e Milano).
    Nel frattempo è possibile scaricare da internet il nuovo singolo
    World Wide Suicide, ecco in anteprima sul blog il testo della canzone.

    WORLD WIDE SUICIDE
    [lyrics Eddie Vedder - music: Stone Gossard]

    I felt the earth on Monday
    It moved beneath my feet
    In the form of a morning paper
    Laid out for me to see

    Saw his face in a corner picture
    I recognized the name
    Could not stop staring at the
    Face I'd never see again

    It's a shame to awake in a world of pain
    What does it mean when a war has taken over?

    It's the same everyday in a hell manmade
    What can be saved, and who will be left to hold her?

    The whole world...world over
    It's a worldwide suicide
    The whole world...world over
    It's a worldwide suicide

    Medals on a wooden mantle
    Next to a handsome face
    That the president took for granted
    Writing checks that others pay

    And in all the madness
    Thought becomes numb and naive
    So much to talk about
    Nothing for to say

    It's the same everyday and the wave won't break
    Tell you to pray, while the devils on their shoulder
    Laying claim to the take that our soldiers save
    Does not equate, and the truth's already out there

    The whole world... world over
    It's a worldwide suicide
    The whole world... world over
    It's a worldwide suicide

    Looking in the eyes of the fallen
    You got to know there's another,
    another, another, another,
    Another way

    It's a shame to awake in a world of pain
    What does it mean when a war has taken over?

    It's the same everyday and the wave won't break
    Tell you to pray, while the devils on their shoulder

    The whole world... world over
    It's a worldwide suicide
    The whole world... world over
    It's a worldwide suicide

    The whole world... world over
    It's a worldwide suicide
    The whole world... world over
    It's a worldwide suicide

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