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Posts archive for: 6 April, 2006
  • LA POESIA DELLA SETTIMANA, "WHAT IS POETRY?"DI LAWRENCE FERLINGHETTI

    Tratto da "What is poetry?" di Lawrence Ferlinghetti

    Lawrence Ferlinghetti

    Is it the voice, of the Fourth person Singular
    E' LA VOCE della 4 persona singolare

    Is it the voice, within the voice of the turtle
    è la voce, dentro alla voce della tartaruga

    Is it the face, Behind the face of the race
    è la faccia, dietro la faccia della razza

    Poetry is made of night though
    LA poesia è fatta di pensieri notturni

    If it can tear it self away from illusion
    Se può strapparsi via dall'illusione

    It wil not be disowned, Before the done
    non sarà ripudiata, prima dell'alba

    Poetry is made by evaporating
    La poesia è fatta evaporando

    The liquid laughter of youth
    La risata liquida della giovinezza

    Poetry is a book of light at night
    La poesia è un libro di luce di notte

    Dispersing clouds of unknowing
    che diffonde nuvole di non sapere

    It hears the whisper of Elephants
    sente il sussuro degli elefanti

    And seas how many angels dance On the head of a pin
    e guarda quanti angeli danzano sulla testa di uno spillo

    And how many angels and devils dance on the head of a phallus
    E quanti angeli e diavoli danzano sulla pinta di un fallo

    It is a humming a keening
    è un ronzio, un lamento

    A laughing a sighing at dawn
    una risata un singhiozzo all'alba

    A wild soft laughter
    e una morbida risata selvaggia

    It is the final gestalt of the immagination
    è la gestalt finale

    Poetry should be emotion
    La poesia dovrebbe essere emozione

    Recollected in emotion
    Ricordata ..nell'emozione

    CURIOSITA': CHE COS'E' UNA GESTALT ?

    LA Gestalt è una corrente di pensiero ed una Scuola di psicologia che si occupa prevalentemente dello studio della percezione e delle leggi che la regolano. Secondo gli psicologi della Gestalt, parola tedesca che può essere approssimativamente tradotta con "configurazione", le immagini vengono percepite come configurazioni globali più complesse della somma delle loro singole parti: la forma di una spirale inserita nella veduta panoramica di una città viene ad esempio percepita come la sagoma di una cattedrale.
    La psicologia della Gestalt nacque come protesta contro l'associazionismo che nei primi anni Venti dominava la psicologia e che considerava la percezione come il risultato di un'attività di costruzione di singole parti separate. Intorno al 1910 Max Wertheimer, Wolfgang Köhler e Kurt Koffka rifiutarono questa impostazione e proposero un nuovo approccio che, pur rispettando i criteri di scientificità, fosse più adeguato all'oggetto studiato dalla psicologia e desse maggior conto dell'influenza del contesto sulla percezione. Anche se la percezione rimane il settore maggiormente influenzato, questo approccio si è successivamente esteso ad aree come il pensiero, la memoria e l'estetica.
    Molti problemi di psicologia sociale (ad esempio le dinamiche di gruppo, con Kurt Lewin) sono stati infatti studiati dal punto di vista della teoria della Gestalt (detto anche strutturalista) e molte tecniche di psicoterapia vengono definite gestaltiste. L'approccio che esse adottano è simile a quello considerato a proposito della percezione: l'essere umano interagisce in modo globale con l'ambiente e qualsiasi separazione tra mente e corpo è arbitraria. La terapia è quindi finalizzata al recupero della naturale armonia attraverso l'acquisizione della consapevolezza raggiunta analizzando l'esperienza attuale (piuttosto che quella infantile, come in psicoanalisi) e confrontandosi direttamente con le problematiche presentate dal paziente.
    (Definizione estratta da l' Enciclopedia Microsoft Encarta )

  • ODORE DI PUZZA

    Odore di puzza
    Carlo Bertani - 27 marzo 2006 (www.disinformazione.it)

    Mentre nei recinti televisivi ci si scanna per qualche punto percentuale di tasse, sondaggi, cunei fiscali ed altre facezie, una notizia è quasi passata inosservata: alle prossime elezioni, circa 11 milioni d’italiani (Liguria, Sardegna, Lazio e Puglia) voteranno con il sistema elettronico.
    Per fortuna non siamo ancora al sistema americano – che non conserva copia cartacea del voto – però un po’ di puzza di “Florida” s’avverte ormai anche nelle nostre città.
    A chi è stato affidato il nuovo sistema elettronico? A tre società: Telecom, EDS Italia ed Accenture. Mentre Telecom sappiamo chi è, conosciamo invece poco degli altri due compari, ovvero il gatto e le volpe.

    Telecom Italia
    EDS Italia
    Accenture

    EDS è la multinazionale informatica che – negli USA – ha gestito gli ultimi due appuntamenti elettorali per l’amministrazione Bush: per come sono andate le cose in Florida (e per la cancellazione dalle liste elettorali di 200.000 persone in Ohio, lo stato di Michael Moore nel 2004) possiamo affermare che ha svolto bene i suoi compiti. Negli USA, ad EDS (che nel 2004 fu rinominata in ES&S) fu affiancata un’altra società, Diebold, per esercitare un reciproco controllo. Peccato che il vice-presidente di Diebold ed il presidente di ES&S fossero fratelli e che affidarono ad un pluripregiudicato per truffa – Jeff Dean – la stesura del programma informatico che non rilasciava copia cartacea del voto. Già, ma in Italia non abbiamo mica questi problemi, ci sono Telecom ed Accenture!

    Telecom fornirà le linee, mentre Accenture sarà il vero “braccio destro” di ES&S. Già, ma chi è Accenture? Accenture è il nuovo nome di Andersen, la società che avrebbe dovuto controllare i conti di Enron, sospettata d’essere stata la “cassaforte” da svuotare per finanziare l’elezione di Bush nel 2000, e finita in un crack finanziario apocalittico!
    Perché Berlusconi ha scelto proprio le due società americane (scippando, di fatto, una società italiana – Ales s.r.l. – che aveva iniziato la sperimentazione nelle scorse tornate elettorali) con un decreto varato alla chetichella ed una trattativa a licitazione privata?

    Per vincere le elezioni? Può essere. Anche nel caso le perdesse, il buon Berlusca potrebbe sempre chiedere la verifica delle schede (che saranno comunque votate in parallelo, ma subito archiviate), il che comporterebbe ritardi di mesi per le contestazioni, i ricorsi, ecc.
    Cosa succederebbe nel frattempo? Il nuovo parlamento non potrebbe essere insediato, e si giungerebbe a dover eleggere il nuovo Capo dello Stato con il vecchio…
    Ahi, ahi, ahi…che bruciato di puzza, che spruzzata di brucio, che fetor di scheduzza bruciata s’appressa!
    Niente paura, al timone di Accenture – in Italia – c’è una persona fidata: il figlio del ministro Pisanu. State accuorti.

  • FERRAMENTA AMBULANTI

    snap019

    ESTRATTO DAL BLOG DI BEPPE GRILLO www.beppegrillo.it

    E' in arrivo l'uomo bionico. I metalli che ingeriamo ci stanno trasformando in ferramenta ambulanti.
    L'elenco che segue riporta alcuni metalli contenuti in prodotti che mangiamo tutti i giorni, metalli come Titanio, Cobalto, Argento.
    Basta saperlo. Come per le sigarette è sufficiente aggiungere un'etichetta con su scritto: "Attenzione, vetro all'interno", oppure "Piombo, Bismuto e Solfato di Bario possono produrre effetti collaterali".
    L'elenco:

    Pandoro Motta: Alluminio, Argento
    Salatini Tiny Rold Gold (USA): Ferro, Cromo, Nichel (cioè acciaio), Alluminio
    Biscotti Offelle Bistefani: Osmio, Ferro, Zinco, Zirconio, Silicio-Titanio
    Biscotti Galletti Barilla: Titanio, Ferro, Tungsteno
    Macine Barilla: Titanio
    Granetti Barilla: Ferro, Cromo
    Nastrine Barilla: Ferro
    Bauletto Coop: Ferro, Cromo
    Plum cake allo yogurt Giorietto Biscotti: Ferro. Cromo
    Ringo Pavesi: Ferro, Cromo, Silicio, Alluminio, Titanio
    Pane carasau (I Granai di Qui Sardegna): Ferro, Cromo
    Pane ciabatta Esselunga: Piombo, Bismuto, Alluminio
    Pane morbido a fette Barilla: Piombo, Bismuto, Alluminio
    Paneangeli Cameo: Alluminio, Silicio
    Pane Panem: Ferro, Nichel, Cobalto, Alluminio, Piombo, Bismuto, Manganese
    Cornetto Sanson (cialda): Ferro, Cromo e Nichel (cioè acciaio)
    Biscotto Marachella Sanson: Silicio, Ferro
    Omogeneizzato Manzo Plasmon: Silicio, Alluminio
    Omogeneizzato Vitello e Prosciutto Plasmon: Ferro, Solfato di Bario, Stronzio, Ferro-Cromo, Titanio
    Cacao in polvere Lindt: Ferro, Cromo, Nichel
    Tortellini Fini: Ferro, Cromo
    Hamburger McDonald's: Argento
    Mozzarella Granarolo: Ferro, Cromo, Nichel
    Chewing gum Daygum Microtech Perfetti: Silicio (cioè vetro)
    Integratore Formula 1 (pasto sostitutivo) Herbalife: Ferro, Titanio
    Integratore Formula 2 Herbalife: Ferro, Cromo

    I metalli elencati sono tutti sotto forma di particelle nano e micro-metriche (nano = dal miliardesimo al decimilionesimo di metro, micro = dal milionesimo al centomillesimo di metro).
    Nessuno degli inquinanti particolati di cui sopra è biodegradabile e, dunque, resta dov'è per sempre.
    E dov'è è un tessuto umano.

    Chiedo a queste aziende, se vogliono, di dare una spiegazione.
    Io la pubblicherò sul blog.

    9/11/2005
    Per cercare di chiarire alcuni dubbi posti dai vostri commenti, pubblico una integrazione al post.

    Alcuni dei metalli elencati come inquinanti fanno parte di quelli che si chiamano OLIGOELEMENTI e, in quell'ottica, sono essenziali per la vita. Per esempio, il Ferro è un componente dell'emoglobina e, se non ci fosse, i nostri tessuti non potrebbero essere ossigenati; il Rame è fondamentale per la formazione dell'emoglobina, il Cobalto è presente nella composizione della Vitamina B12, e così via. Attenzione, però a non cadere nell'equivoco.

    Ciò di cui stiamo parlando non sono ioni (atomi) che entrano nella composizione di sostanze naturali e che, non raramente, sono indispensabili per la nutrizione; ciò di cui parliamo sono particelle, minuscoli sassolini, che vengono involontariamente immessi come inquinanti nei cibi.
    Le fonti di questi materiali estranei sono tantissime. Tra i tanti esempi che si possono fare, c'è quello del Ferro-Cromo-Nichel nei cibi.
    I sistemi di macinazione sono spesso costituiti da acciaio (Ferro-Cromo-Nichel, appunto) e questo materiale si usura, perdendo scorie che entrano nel macinato. Queste scorie sono proprio le particelle che non dovrebbero esserci e che, una volta ingerite, entrano nel circolo sanguigno per essere rapidamente sequestrate da vari organi (reni, fegato, ecc.), dove restano in eterno perché non sono biodegradabili.
    Il problema è che sono dei corpi estranei e l'organismo li vede come tali, facendo partire una reazione infiammatoria (granulomatosi) che si cronicizza e può diventare cancro o restare, comunque, un'infiammazione che è pur sempre una malattia.
    Dunque, un conto è mangiare una bistecca che contiene Ferro organico perché presente naturalmente nel sangue dell'animale del cui muscolo ci stiamo nutrendo e un conto è mangiarsi delle palline piccole piccole di Ferro. Da notare che più queste particelle sono minuscole, più sono aggressive, potendo addirittura penetrare all'interno dei nuclei delle cellule quando la loro dimensione è al di sotto di una certa soglia.

    Tra i metalli elencati, comunque, ce ne sono diversi che non entrano in nessuna combinazione biologica utile (Titanio, Bario, ecc.) e sono chimicamente tossici.

    Naturalmente le aziende sono tutte perfettamente a posto dal punto di vista legale, non esistendo alcuna legge che imponga non solo l'eliminazione, ma anche solo la ricerca o l'elencazione in etichetta di quelle sostanze.
    Che la scienza viaggi con un passo diverso rispetto alla legge è un fatto noto di cui non c'è da stupirsi.
    Così come non c'è da stupirsi (anche se può fare leggermente schifo) che le industrie non abbiano alcuna voglia di scoperchiare loro stesse il calderone. Fin che va.

  • ALCUNE FOTO DALLA SIERRA LEONE....

    child 2

    carretto

    DSCF0164

  • C'ERA UNA VOLTA LA GUERRA

    C'era una volta la guerra
    di Angelo Calianno (el vago)
    (Articolo apparso anche su www.peacereporter.net)

    peace bridge

    C’era una volta; le favole e le storie qui, in Sierra Leone cominciano tutte così, i bambini non hanno giocattoli con cui distrarsi, quindi hanno imparato ad inventare una storia per tutto, il perché c’è il sole, perché piove per 4 mesi ininterrottamente durante la stagione delle piogge, il perché gli animali mangiano e camminano nei modi più diversi.

    Ma non tutta la Sierra Leone è identica, la situazione cambia così come cambiano i suoi scenari, dalle bellissime spiagge di Freetown, alle strade polverose della zona centrale, dalle lussureggianti colline e le foreste del nord, ai monti Bintumani ai confini con la Guinea.

    Appena si arriva a Freetown si fa fatica a credere che questa città fu messa in ginocchio da una delle più sanguinose guerre che abbia mai imperversato in Africa, durata 11 anni, e che si porta dietro i fantasmi di amputazioni e stupri difficili da dimenticare.

    Ma oggi Freetown è cambiata, la gente è cordiale anzi a volte con eccessivo zelo, qualcuno cerca di improvvisarsi guida per racimolare qualche soldo dai turisti, in questa zona quasi del tutto assenti.
    Purtroppo le eredità della guerra sono difficili da portare, basta visitare i vari campi che si occupano dei mutilati di guerra o dei rifugiati per capire cosa deve essere stato vivere in quei giorni.

    Andrew ha 23 anni, durante la guerra, quando gli venne amputato un braccio ne aveva solo 16.
    Mi parla della sua disgrazia con una tranquillità allarmante:
    “lo scopo dei ribelli del RUF era quello di terrorizzarci, così quando arrivavano fermavano i ragazzi come me per strada, amputavano le gambe o le braccia a colpi di machete, se avevano dormito bene ci dicevano che ci avrebbero tagliato solo una mano o un piede, altrimenti, tutto il braccio o la gamba”.

    Gli sguardi che incontro camminando per i campi dei mutilati non sono più spaventati, né commossi, sono semplicemente duri, e pieni di rabbia; la rabbia di chi si porta segni con cui deve avere a che fare ogni giorno al proprio risveglio.
    Ma Freetown, grazie anche alla presenza di organizzazioni come Médicines Sans Frontières, ed Emergency , si sta riprendendo.
    Il problema più grande ora, secondo Willemieke vol Broek, Medical Coordinator di Médicines Sans Frontières è la mortalità infantile, soltanto in due delle loro cliniche,( senza considerare gli altri undici ospedali nei quali operano) muoiono circa 20 bambini al mese, metà di questi di malaria.
    Freetown deve convivere anche con un numero crescente di prostituzione (sia femminile che maschile recentemente), favorito purtroppo dalla presenza di alcuni bianchi(funzionari dell’ Onu in libera uscita, o uomini d’affari) che la sfruttano.

    Diversa è la situazione al nord della nazione, qui la gente è più semplice, pur essendo molto promiscui, la prostituzione in zone come Kabala ( non lontano dal confine con la Guinea),
    è praticamente assente, ma purtroppo qui non ci sono gli stesse organizzazioni e statistiche che permettono un controllo delle malattie.

    Quando parlo con due Padri Missionari che vivono da più di 20 anni in questa zona mi dicono:
    “qui quando ti ammali, muori, e non sai se è AIDS, Malaria, Tifo o Meningite).

    La gente in giro è molto cordiale, i bambini giocano lungo le strade polverose e i ragazzi ti porgono volentieri un bicchiere di “vino di palma” per chiacchierare un po’.
    La consapevolezza della situazione di queste persone è incredibile, Yeni, un ragazzo che ha molta voglia di parlare si sfoga:
    “la gente fuori da qui deve sapere che vogliamo vivere in pace, che la guerra ora è un brutto ricordo, ma abbiamo bisogno di tanto aiuto, abbiamo bisogno di acqua che non ci porti malattie e una dieta più sana”.
    Yeni, come tanta altra gente non ha tutti i torti, camminando per alcuni centri più grandi come
    Kabala si possono trovare vecchi residui di impianti di depurazione e tubazioni che permettevano di avere acqua corrente nelle abitazioni dei coloni inglesi negli anni 60, se era possibile all’epoca, cosa si potrebbe fare oggi?

    Nonostante le tante storie di guerre passate, stupri e soprusi, la gente qui ha voglia di pace, lo si capisce dal rispetto reciproco per le persone e per le religioni, da come si cercano di evitare i discorsi che riguardano quei giorni di follia.
    Qui convivono in armonia diverse culture e religioni come Cristianesimo, Islamismo, e più 20 religioni tribali diverse, una lezione di civiltà che in tanti paesi, Europa compresa, dovrebbe essere presa ad esempio.

  • MADE IN CHINA, ORRORI DIETRO UN' ETICHETTA

    MADE IN CHINA, ORRORI DIETRO UN’ ETICHETTA

    Spesso quando cerchiamo di spiegare e di spiegarci il basso costo di tutta la merce proveniente dalla Cina, come scarpe, occhiali, vestiti, giocattoli, ci accontentiamo delle semplici risposte date dai media: ore di lavoro raddoppiate rispetto agli operai Italiani, sfruttamento del lavoro minorile, salari minimi; purtroppo però, non è tutto qui, dietro i costi abbattuti del “Made in China” ci sono storie di torture, omicidi, espianti e traffici d’organi illegali ed abusi contro la dignità umana che riguardano milioni di persone, dietro tutto questo c’è la storia dei Laogai.

    La parola Laogai in cinese vuol dire “riforma, rieducazione attraverso il lavoro”.
    I Laogai sono dei veri e propri campi di concentramento sui cui si basa il sistema carcerario cinese, il campo al suo interno racchiude diverse sezioni, ma non è solo una semplice galera.

    In Cina infatti per reati “minori” si può essere rinchiusi per 3 anni senza nessun tipo di processo, infatti è la polizia a decidere la gravità di questo tipo di reati: violazioni come parlare a favore della democrazia, mostrare idee politiche in conflitto con il regime o semplicemente appartenere ad una minoranza etnica o religiosa (come Mongoli e Tibetani), vengono severamente punite.
    Una volta rinchiusi i dissidenti devono confessare le proprie colpe e giurare fedeltà al governo; le confessioni vengono quasi sempre estorte con metodi disumani come l’uso del bastone a scossa elettrica, frusta o manganello, una volta “confessato” il proprio crimine, comincia la vera e propria riabilitazione attraverso il lavoro, o perlomeno così viene chiamata dai rappresentati del regime comunista cinese.

    Ai detenuti vengono assegnate delle “quote” cioè una quantità di oggetti da produrre o lavori da svolgere in un giorno (si lavora dalle 16 alle 18 ore al giorno); lavori come assemblare giocattoli, cucire vestiti o peggio lavorare in miniere dove si esalano gas tossici senza nemmeno la minima protezione. Se il detenuto non riesce a svolgere per tempo la sua “quota” la razione di cibo diminuisce senza possibilità di appello.

    In che modo il mercato occidentale è collegato con i Laogai? E’ tanto semplice quanto allarmante, un esempio pratico può essere un’azienda o un’industria occidentale (es.moda, oggettistica, tessile) che commissiona ad una società di import-export cinese una quantità di materiale da lavorare, assemblare o finire, soltanto che tutto questo lavoro viene svolto servendosi degli operai rinchiusi nei campi, a nessun costo, se non quello delle eventuali materie prime.

    In Cina per legge, non si può rimanere rinchiusi per più di 3 anni senza un processo; ma molto spesso, per non diminuire la forza lavoro, alcuni detenuti che hanno già scontato la pena vengono considerati “non completamente riabilitati e non idonei alla società” quindi la detenzione nei campi viene prorogata.
    Ma tutto questo non basta, le atrocità più cruente vengono commesse contro i condannati a morte, in Cina ci sono 60 reati per cui si può essere giustiziati ( le esecuzioni capitali avvengono con una frequenza impressionante), una volta giustiziati si procede all’espianto degli organi: reni, cornee, cuore, tutto destinato alla vendita negli ospedali militari, per legge in Cina chi riceve un organo non può chiederne la provenienza, né tanto meno i parenti del condannato possono vedere il cadavere, perché sempre per legge i corpi vengono cremati, cancellando così ogni traccia di misfatto. La copertura usata fino ad ora dal governo è che: “ogni espianto è autorizzato dai condannati a morte”, cosa difficile da credere visto che in Cina il corpo è considerato sacro, quindi intoccabile anche dopo la morte.

    Per ogni giustiziato a cui vengono “presi” gli organi un soldato riceve 40 dollari di premio.
    Wang Guoqi, un medico militare cinese dei Laogai, fuggito negli Stati Uniti ha confessato al noto quotidiano Guardian che illegalmente ai giustiziati veniva prelevata subito dopo l’esecuzione anche la pelle, destinata poi alle industrie cosmetiche europee e che un rene valeva fino a 30 mila dollari, lo stesso Wang Guoqi ha ammesso di aver preso parte ad un centinaio di espianti non autorizzati.
    Le storie che trapelano dai dissidenti fuggiti dai campi sono tantissime, come le violenze da parte dei soldati verso i rinchiusi: molte donne vengono stuprate, e per quelle che dovessero avere una gravidanza concepita dallo stupro, l’aborto forzato con metodi rudimentali, anche all’ottavo mese.

    Oggi, il nemico giurato dei Laogai si chiama Harry Wu: detenuto per 19 anni nei campi di concentramento solo per aver manifestato le sue simpatie per la democrazia. Harry Wu, ora è cittadino americano ed ha fondato la Laogai Research Foundation, un’organizzazione no-profit che divulga e fa conoscere al mondo questa orribile realtà. Per anni Harry Wu ha viaggiato tra Cina e Stati Uniti con la copertura di diplomatico o imprenditore per indagare e provare quale fosse l’effettiva provenienza delle merci cinesi.
    Tra le varie campagne in atto dalla Laogai Research Foundation c’è quella di boicottare prodotti che riportano l’etichetta “Made in China”, anche se come dice lo stesso Wu: “il problema è che molti di questi articoli lavorati nei campi riportano marchi europei o statunitensi”. Sempre Harry Wu propone di ostacolare questo tipo di commercio, non acquistando merci facili da identificare e da isolare ,come i giocattoli, e facendo conoscere questa situazione anche ai propri governi attraverso lettere e petizioni.

    Sapere con precisione il numero dei Laogai è impossibile, perché il governo li nasconde o li chiude per poi aprirne di nuovi in luoghi e province diverse, depistando così organizzazioni per la difesa
    dei diritti umani come Amnesty International o Human Rights Watch, si stima che attualmente ci siano più di 1000 campi e circa 6 milioni di detenuti.

    In Italia siamo bombardati di notizie che parlano delle nuove economie, di come, a lungo andare le nuove industrie tessili orientali distruggeranno le nostre piccole imprese, della concorrenza spietata e delle proposte del governo di mettere dazi alla nuova imprenditoria cinese; quello che noi
    conosciamo però, è soltanto una facciata dell’economia di una nazione che sta basando tutto il suo potere sulla privazione di un diritto che a nessun essere umano dovrebbe essere mai negato, la dignità.

    Angelo Calianno.

    E' in atto un'importante campagna di boicottaggio per combattere queste azioni disumane, visitate il sito

    www.boycottmadeinchina.org
    oppure www.laogai.org

    Grazie ad Amy della Laogai Research Foundation per l'aiuto e le foto in questo articolo.

    Thanks to Amy from the Laogai Research Foundation, for the information, pictures and support.

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